Ai sensi della Legge 7 marzo 2001 n°62, si dichiara che Culture Teatrali non rientra nella categoria di "informazione periodica" in quanto viene aggiornato ad intervalli non regolari.ng

 

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LA RIVOLTA ADOLESCENTE

Festival dedicato alla scena contemporanea
a cura di Anagoor
Castelfranco Veneto|Castelminio di Resana (TV)
4-5-7 Agosto 2011

[ A.C.] La rivolta, come moto dell'anima, atto di coraggio e di sfida del corpo e della mente, si addice ai giovani. Basti pensare a Jan Palach che si autoinfiammò per protesta contro la repressione della Primavera di Praga, al Tank Man di Piazza Tienanmen, a Carlo Giuliani morto durante il tristemente famoso G8 di Genova, o ad Alexandros-Andreas Grigoropoulos (Alexis), ucciso il 6 dicembre 2008 durante uno scontro con agenti di polizia ad Atene. Ci sono età in cui alla politica e al potere è chiesto un confronto diretto e queste sono spinte e richieste fortemente giovanili, di cittadini non ancora avvezzi (diremmo fortunatamente) alla delega assoluta e di terza mano del potere. Da tempo le capitali di tutta Europa si infiammano: cortei di giovani in rivolta ad Atene, a Londra, a Roma. Analoghi movimenti incendiano l’altra sponda del Mediterraneo. Questi chiedono democrazia, quelli la interrogano.
E', quindi, quasi una edizione monografica la programmazione 2011 del Festival curato da Anagoor che si svolgerà il 4-5 e 7 Agosto negli spazi del Teatro Accademico e di Villa Revedin Bolasco a Castelfranco Veneto e della Conigliera di Castelminio di Resana (TV), già sede operativa della compagnia.
Un concentrarsi tematico che coagula attorno all'opera di ripensamento tragico dei Motus, presenti al festival con uno dei contest del progetto SYRMA ANTIGÒNES ( 4 agosto ore 21) e con lo spettacolo conclusivo del progetto ALEXIS, UNA TRAGEDIA GRECA ( 5 Agosto ore 21) , e al lavoro di Anagoor che, con il progetto Fortuny, indaga ugualmente la forza intensa del confronto generazionale, dello scontro schietto con il potere e la complessità tragica della rivolta.
A pochi giorni dal debutto durante il Festival di Drodesera e prima della presentazione in ottobre alla Biennale Teatro di Venezia nella sezione Young Italian Brunch, Anagoor presenta al pubblico del proprio festival i tre episodi performativi di Fortuny: Augurami fortuna (5 agosto ore 23), How much fortune can we make? (7 Agosto ore 21) e Con la virtù come guida e la fortuna per compagna (7 Agosto ore 22) in cui le immagini di una Venezia brulicante e buia che sembra fuoriuscire direttamente dai teleri del Carpaccio, fa da sfondo alla rievocazione per aneddoti e gesti performativi ad atti di rivolta giovanili dal forte potere iconico oltre che semantico.

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Streamline project

Hidden Sessions #5
Festival Hotel Limbo
Gambettola (FC)>Il Laboratorio dell'Imperfetto
24 luglio ore 22


Il progetto Streamline di Yanvii, in corso dal 2009 presso teatri partner in Italia, Serbia, Slovenia e Croazia, include una serie di performance realizzate nella modalità di creazione live, attraverso incontri di artisti internazionali, provenienti dalle arti performative, dalla danza contemporanea, musica contemporanea e elettronica, video art. Il progetto si basa su un approccio fluido, sull’esplorazione dei rapporti umani su cui si fonda il processo creativo, sulla problematizzazione della relazione artista/spettatore, mettendone in questione le convenzioni.
Hidden Sessions sono performance live, documentari in tempo reale sulla creazione dell’evento stesso e autobiografie istantanee, sono uno spazio di intersezione tra universo personale e dimensione pubblica. Per 40 minuti gli artisti presentano se stessi come performer in azione e come individui, legando strettamente la dimensione professionale all’atto/procedura di esporsi personalmente come materiale e contenuto, muovendosi in uno spazio liminale, luogo di un’identità ibrida, risultato della sovrapposizione tra il corpo fisico e un corpo immaginario.
Hidden Session #5, creazione live con Nhandan Chirco, Nico Note, Jean Christophe Potvin, Branko Popovic, Giuseppe Calabro’ e Roberta Baldaro, esplora questo corpo ibrido nelle sue derivazioni e vibrazione motorie e acustiche. La creazione suono e’ realizzata con Karlax , un nuovo tipo di MIDI controller disegnato per riposizionare il corpo del musicista nel cuore della performance. Segue la proiezione del video documentario sul progetto Streamline, con frammenti video delle performance realizzate dal 2009 al 2011. (streamlineproject.blogspot.com)

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Fanny & Alexander

HIM
if the wizard is a wizard you will see...
Bologna>Piazza Maggiore
26 luglio ore 22
ingresso gratuito


La Cineteca di Bologna all'interno della rassegna Sotto le stelle del cinema presenta martedì 26 luglio alle ore 22 lo spettacolo Him if the wizard is a wizard you will see...della compagnia Fanny & Alexander.
Nello spettacolo della compagnia ravennate, Dorothy, al termine della sua famosa storia, giunge a Oz e, in procinto di essere esaudita, scopre che il suo mago è un falso mago e un vero artista: un ventriloquo, esperto d’aria e mongolfiere, di illusioni e altre cose inesistenti. Ma erano davvero un inganno? Su un grande schermo approntato su palco è proiettato il film Il Mago di Oz (1939) di Victor Fleming. Al di sotto, al centro della scena, la figura di un piccolo dittatore-direttore d'orchestra, ossessionato dal film, del quale esegue senza tregua il doppiaggio, arrogandosi tutti i ruoli e, di più, l’intera parte audio: voci, musiche, suoni e rumori. La comicità scaturisce  proprio dall’impossibilità di poter doppiare effettivamente tutto e quindi dalla necessità di selezionare, volta a volta, le parti e i punti a cui dare voce.
La serata, curata da Elena Di Gioia, terminerà con la proiezione del documentario Anima Mundi (Italia, 1991) di Godfrey Reggio: un gioiello cinematografico di difficile reperibilità in cui fantastiche immagini del mondo animale sono accompagnate, come sempre nelle opere di Reggio, dalle magnifiche musiche di Philip Glass (unico commento sonoro a ciò che vediamo sullo schermo) e la cui grandiosità visionaria può essere restituita solo dal grande schermo...

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Festival di Granara

Festival di Granara
X edizione
Valmozzola (PR)
2 > 7 agosto 2011


Il Villaggio di Granara situato in frazione di Branzone, comune di Valmozzola, Provincia di Parma (PR) sorge nel cuore dell'Appennino Tosco-emiliano, in Val di Taro, a 600 metri sul livello del mare.  Antico villaggio contadino abbandonato, Granara si presenta come un cantiere di sperimentazioni ispirate ad un modello ecologico e sociale.
Qui ogni estate si svolge un Festival che coniuga arte e impegno ambientale, un evento che giunge quest’anno alla sua decima edizione.
Il Festival di Granara è un luogo d’incontro di linguaggi, strumenti, e modi di stare insieme diversi e contigui, dall'educazione ambientale alla ricerca di modi di convivere e decidere insieme, dalla sperimentazione teatrale sul tema della differenza alle idee sulla bio-diversità, dalle pratiche di nonviolenza alla poetica dell'incontro tra culture diverse, dall'utopia di Don Chisciotte alla realtà delle energie rinnovabili (che solo qualche anno fa sembravano, appunto, utopiche e marginali).
Dal 2 al 7 agosto il villaggio ospiterà laboratori residenziali (teatro, danza, arte, nonviolenza, tecnologie appropriate), spettacoli, concerti, e attività per bambini, e, nel fine-settimana, l'Eco-Camp, una due giorni residenziale rivolta a ragazzi ed adulti per sperimentare le dinamiche ecologiche della convivenza collettiva. E poi eventi ed ospiti a sorpresa e la tradizionale festa finale.
Il tutto a basso dispendio di energia e completamente eco-sostenibile grazie agli appositi proiettori “par-led” a consumi ridotti e ai pannelli fotovoltaici.

Tra gli appuntamenti in programma il laboratorio di formazione per attori a cura della regista Serena Sinigaglia, il laboratorio permanente di ricerca sull’arte dell’ attore di Domenico Castaldo, lo stage di “pratica del movimento danzato” in natura  a cura di Maria Carpaneto e l’incontro teatrale di studio sull'identità di genere a cura di Marcela Serli, Davide Tolu e Irene Serini. E ancora un workshop d'arte contemporanea con Sergio Breviario, un training su non violenza e comunicazione ecologica e un laboratorio di tecnologie appropriate.
Spettacoli di Serena Sinigaglia e ATIR, Domenico Castaldo, Cà luogo d'arte e del progetto ATOPOS Variabili Umane, concerto della Fonomeccanica.
Un Festival che non cerca “utenti”, “consumatori”, o “spettatori”, ma che vorrebbe che ogni partecipante portasse qualcosa della sua esperienza, della sua speranza, delle sue difficoltà e delle sue conquiste. Un Festival che non offre un “servizio”, ma un'occasione per mettersi in gioco, insieme, e insieme creare, pensare, lavorare, decidere, costruire e poi, alla fine, sì,“fruire”, tutti insieme, di un lavoro individuale nato in un contesto di sinergie assolutamente collettivo.

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Kilowatt Festival

L'energia della scena contemporanea
IX edizione
Sansepolcro (Arezzo)
22>30 luglio 2011

La cittadina aretina di Sansepolcro, famosa per essere legata al nome di Piero della Francesca, rivendica il proprio ruolo nella progettazione del contemporaneo con Kilowatt, il festival realizzato dalla Compagnia CapoTrave (www.capotrave.it) e Link festival, giunto quest'anno alla sua IX edizione. Il festival si distingue, in Italia, per il ruolo primario che ha deciso di affidare agli spettatori lasciando che sia un gruppo di Visionari, venti spettatori non addetti ai lavori, a selezionare alcune delle opere inviate dagli artisti in risposta al bando del Festival. In questo modo il pubblico non è più l’oggetto passivo a cui “somministrare” lo spettacolo, ma torna ad essere soggetto attivo che, tramite l’espressione di un giudizio, sceglie e fruisce un determinato procedimento artistico. Sovvertendo i criteri di organizzazione del rapporto tra il sistema dello spettacolo e il pubblico, la programmazione del Festival è in buona parte determinata dalle scelte dei “Visionari” che, confrontandosi settimanalmente sulla creazione contemporanea, attivano un processo virtuoso di riflessione, responsabilizzazione e creazione di uno spazio condiviso di discussione sull’arte ed il suo ruolo nella società.
La IX edizione del Festival Kilowatt avrà luogo dal 22 al 30 luglio e presenterà, quindi, oltre alla selezione di spettacoli scelti dai Visionari, 6 nuove produzioni e coproduzioni del festival, diversi eventi musicali ed esposizioni d’arte visiva, performances, incontri e la consegna del premio Kilowatt-Ubulibri al miglior giovane curatore che si sia distinto per la qualità del proprio lavoro, per le idee messe in campo, nonché per la trasparenza e la correttezza professionale, quest'anno assegnato a Roberta Nicolai, direttrice artistica del Festival Teatri di Vetro di Roma. .
Tra gli spettacoli che i Visionari hanno selezionato nel campo della prosa, danza e performing arts, compaiono Linda Dalisi di Nuovo Teatro Nuovo con Misfit like a clown, Matteo Fantoni con Leoni, Giovanni Scifoni con Le ultime sette parole di Cristo (22 luglio), Instabili vaganti con L'eremita contemporaneo, Marco D'Agostin con Viola, LaBit con Ogni cosa viva (23 luglio), Odemà con A tua immagine, La fabbrica con Aspettando Nil e Compagnia degli Scarti con Ubu Rex. Ad ogni spettacolo della selezione Visionari seguirà un incontro di confronto tra la giuria di Visionari, il pubblico e gli artisti, alla presenza dei Fiancheggiatori, personalità della critica italiana che contribuiscono alla discussione apportando punti di vista tecnici contribuendo così alla formazione di un linguaggio e alla diffusione di un pensiero non sensazionalistico sulla contemporaneità.
Accanto agli spettacoli selezionati dai Visionari, il Festival propone sei spettacoli, tutte produzioni e coproduzioni di Kilowatt, per le quali è stata creata, nell'ambito del progetto Filigrane della Regione Toscana, una partnership con il nuovo spazio del Centro Culturale Il Funaro di Pistoia, dove parte di queste produzioni sono state realizzate. Le sei creazioni, quattro delle quali debuttano in prima nazionale, sono La menta sul pavimento di Progetto Brockenhaus e Cantando sulle ossa di Francesca Foscarini (25 luglio), Sonno di Compagnia Opera e Schiavi in mano-...hai per caso visto il mio lavoro?... di EmmeA'Teatro (26 luglio), Malbianco di Zaches Teatro e Idoli di Carrozzeria Orfeo (27 luglio).
Nelle produzioni Kilowatt manifesta il proprio impegno a sostenere il lavoro ed il talento di giovani compagnie teatrali italiane incentivandole a sviluppare una pluralità di linguaggi e rispondendo alla loro necessità di un incontro-dialogo con il pubblico, i critici e gli operatori del settore.

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Teatro Valdoca

Vox Feminae
rassegna Archeologia narrante
Firenze | Museo Archeologico Nazionale
21>22 luglio ore 21.15


Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze ospita il 21 e 22 luglio il progetto speciale per siti archeologici Vox Feminae del Teatro Valdoca. Diretto da Cesare Ronconi e scritto da Mariangela Gualtieri, interprete in scena insieme a Leonardo Delogu e Daria Menichetti e al percussionista Enrico Malatesta, Vox Feminae intesse una voce maschile evocante quattro figure femminee della classicità -Diotima, maestra di Socrate, la Sibilla virgiliana, l’Alcesti da Euripide e Rilke, e Pentesilea, regina delle Amazzoni - con la voce femminile di Mariangela Gualtieri che offre invece il tono nudo e incerto della contemporaneità,con il suo non sapere, i suoi scenari metropolitani, ma anche con la stessa voglia d'amare.
Al centro una giovane donna svolge la propria danza, scultorea o leggera, infantile o allucinata, in  rado contatto con le parole che vengono pronunciate, ma più spesso in un gioco solitario, in un ascolto dimesso, da una penombra di dormiente. Il percussionista, in scena, batte dal vivo la propria partitura ed evoca paesaggi arcaici, con graffio nervoso, con lo scatto inquieto di questo adesso.
Da questo quartetto per corpo percussioni e voci, appaiono i tratti di un femminile che ha acceso figure immortali nella nostra tradizione e nella nostra memoria. Un femminile da cui ora sarebbe bello essere esortati.
Lo spettacolo si replica in due serate con ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti.

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caracatastrofe

Drodesera 2011
XXXI edizione
Centrale Fies | Dro (TN)
22>30 Luglio 2011


[ adele cacciagrano ] Katastrophè : dal greco Katà che vuol dire giù, sotto e strèpho, verbo riguardante l’atto di volgersi, di voltarsi da cui ha origine anche il termine più noto di strofa. Il termine ha stretta attinenza con il canto e la danza in quanto, nell’antica Grecia, il canto degli inni era accompagnato da un movimento coreutico sinistrorso detto strophè, ovvero giro, che imitava quello rotatorio dei cieli da Oriente ad Occidente, da un movimento contrario che procedeva da sinistra  verso destra, detto antistrophè o antigiro, a imitazione del moto degli astri da Occidente a Oriente, e un movimento finale di battito dei piedi detto epodos (epì sotto e poys piede) o katastrophè, per lo scioglimento finale del giro in una calcatura del terreno che doveva ribadire, a livello cosmologico, la stabilità della terra. Apre, quindi, sotto il segno di una stabilità infruttuosa, in quanto non foriera di canto e movimento, ma di un fermo immagine in attesa di, la XXXI edizione del festival Drodesera, in programma alla Centrale Fies di Dro (TN) dal 22 al 30 luglio 2011, che dà alla catastrofe un’aggettivazione imponente come quella di “cara” la quale evoca, contemporaneamente, sia il linguaggio economico, in quanto, si sa, ogni catastrofe costa molto alle società che le vivono e in termini di vite perse e in segno di dissipamento di beni, risorse, forza lavoro ed energie, sia, d’altro canto, un linguaggio affettivo-sentimentale che ci fa capire quanto la catastrofe, in fin dei conti, possa essere un evento amato e della cui idea nutrirsi e crogiolarsi come panacea per condizioni, probabilmente, fin troppo stabili. Scriveva Ballard in Regno a venire (2006): “ I quartieri residenziali sognano la violenza. Addormentati nelle loro sonnacchiose villette, protetti dai benevoli centri commerciali, aspettano pazienti l’arrivo di incubi che li facciano risvegliare in un mondo più carico di passione”, così la caduta, la catastrofe, lo stravolgimento naturale come attimi di riazzeramento totale e preludio per nuove pratiche è una delle chiavi di lettura del programma di Drodesera 2011 sotto la cui lente guardare almeno ACCIDENS ( ce qui arrive) della compagnia francese Entorse (26 luglio) in cui un danzatore, raccolto in un mucchio organico, cambia forma spinto da una forza vitale o istinto di sopravvivenza che lo porta, ogni volta, a riacquisire la posizione di partenza, Atlante del bianco di Virgilio Sieni/Damasco Corner (23 luglio) con il danzatore non vedente Giuseppe Comuniello, Grave lo studio del nuovo lavoro di Dewey Dell, la formazione di Teodora, Demetrio, Agata Castellucci e Eugenio Resta (dal 23 al 25 luglio), i tre spettacoli Tempesta, Rivelazione e Fortuny di Anagoor (22-28-29 luglio), l’installazione- performance Notstand di Barbara Ungepflegt (22-300 luglio) e i lavori installativi di di Alessandro Sala, Alterazioni Video, Areabombing, Armida Gandini, IOCOSE + Matteo Bittanti, IOCOSE e falegnameria sociale, Linda Molenaar, Orso e Toro, Ron Oliver, Willy Verginer e Matteo Lenardon ospitati in mypersonal crime , la mostra allestita presso la Temporary Gallery della Ex-Centrale Idroelettrica di Fies. Anche la coreografia in assenza di performer Evaporated Landscapes della coreografa danese Mette Ingvartsen (27 luglio), ricreando sul palco l’evolversi di fenomeni atmosferici, crea un clima apocalittico da novissima die in cui il mondo, rigenerato dalla catastrofe e liberatosi finalmente dell’orpello umano, può meravigliosamente vibrare in tutto il suo gorgoglio di luci, suoni, bolle e fenomeni naturali parlando di nuovo, e diremmo finalmente, la lingua non più misconosciuta dell’eterno divenire del cosmo.
I lavori sono tanti e diversificati e non tutti rientrano forzatamente nella tematica della catastrofe. I numeri del festival -39 compagnie e artisti presenti, 72 eventi in programma, tra cui 33 spettacoli di cui 5 prime nazionali, 6 prime assolute e 5 progetti site specific- dimostrano al contrario una prolificità invidiabile in tempi di strettoia da crisi economica globale che, inevitabilmente, è andata aggravando quell'altra crisi, invece endemica, del sistema teatrale nostrano, ma che a Dro sembra non aver sortito effetti confermando il festival come privilegiato luogo di ospitalità, sì, ma anche come importante partner produttore e interlocutore di alcuni gruppi di ultimissima germinazione grazie al lavoro di Fies Factory che, dal 2007, ha attivato una strategia a lungo termine per la creazione e circuitazione dei loro lavori.

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VolterraTeatro2011

I teatri dell'impossibile
Festival internazionale di teatro musica danza video poesia arte e cultura
XXV edizione
Volterra, Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina, Montecatini Val di Cecina (Pisa)
18>31 luglio 2011


Apre i battenti la XXV edizione del festival Volterrateatro che festeggia, così, il suo quarto di secolo grazie alla cura organizzativa dell'Associazione Carte Blanche e la direzione artistica del regista Armando Punzo, sotto il cui sguardo il festival ha consolidato la sua vocazione alla ricerca e alla sperimentazione spaziando dal teatro alla musica, dall'arte al cinema, dalla poesia alla danza, dai progetti destinati alla creatività infantile alle mostre.

Poli di attrazione dell'edizione 2011 sono la Piazza e il Carcere, luoghi simbolo di apertura/chiusura che diventano palcoscenici ideali e insostituibili della prima edizione della Festa della Luce -un evento unico che, dal 29 al 31 luglio, riempirà le piazze di Pomarance e quella dei Priori di Volterra con una partitura unica di luci, immagini, voci e paesaggi sonori, realizzate da Danny Rose, casa di produzione parigina di fama internazionale nel campo dell'elaborazione spettacolare dell'immagine e della luce, e del progetto Per un Teatro Stabile in  Carcere. La Casa di Reclusione di Volterra, ubicata nel fortilizio mediceo della città, già sede della Compagnia della Fortezza, si conferma, infatti, anche in questa edizione come il vero cuore pulsante del festival.
Spazio a tutto tondo, proiettato verso un futuro da Teatro Stabile - sarebbe il primo Stabile a sorgere all'interno di un carcere- il fortilizio mediceo diventa, per il tempo del Festival, una sorta di nuova Bastiglia di cui compagnie e artisti sono chiamati ad occupare ogni angolo con delle versioni site specific dei loro lavori, a testimonianza della progressiva trasformazione che sta interessando il Carcere.
Tra gli eventi in programma la presentazione in anteprima nazionale, dal 28 al 30 luglio, di Romeo e Giulietta - Mercuzio non vuole morire, la prima fase del nuovo lavoro della Compagnia della Fortezza diretta da Punzo che rielabora la tragedia shakespeariana a partire dalla figura di Mercuzio che non vuole morire abdicando ai segni disillusi della realtà. Nella figura del poeta e sognatore Mercuzio, la Compagnia della Fortezza trova il proprio campione di orgoglio e resistenza in cui identificarsi come un gemello ideale, coabitatore della stessa dimora (impossibile) del sogno.
Tra gli attori, registi e autori chiamati ad assediare le segrete, i sotterranei, cortili e corridoi del carcere segnaliamo il Teatro delle Albe con un dittico di stampo bruniano che, alla voce e alla presenza di Ermanna Montanari, protagonista del prologo, Siamo asini o pedanti? scritto da Marco Martinelli, farà seguire la “lettura registica” de L’asino cillenico del Nolano di Giordano Bruno interpretato da Marco Martinelli (29 luglio, ore 17), Pippo Delbono con la presentazione di Amore e carne, il suo ultimo lavoro nato dall'incontro con il violinista rumeno Alexander Balanescu (29 luglio, ore 19), Fanny e Alexander con Him e West, i due spettacoli tratti dal ciclo O-Z, l'accademia degli artefatti con lo spettacolo Le troiane, il Teatro delle Ariette con Compleanno di terra, e il NOOSFERA: Titanic di Roberto Latini/Fortebraccio Teatro.
Come da tradizione, VolterraTeatro ospiterà, poi, Generazione Scenario dando spazio agli spettacoli vincitori del Premio Scenario, del Premio Scenario per Ustica 2011 e ai due spettacoli con segnalazione speciale (28 luglio, ore 19.00).

Gli interventi poetici di Giacomo Trinci e Lidia Riviello dal titolo Ezra, Arthur e gli altri: Mercuzi a Volterra creeranno un ideale filo rosso tra il tema affrontato nella sua ultima produzione dalla Compagnia della Fortezza e i versi meravigliosi di Ezra Pound, Rimbaud, Apollinaire e Dino Campana (29 e 30 luglio, ore 17).
Nella sezione mostre, infine, una retrospettiva fotografica di Stefano Vaja dà la possibilità al visitatore di ritrovare i momenti più emozionanti della tournée fuori dal carcere dello spettacolo Hamlice – Saggio sulla fine di una civiltà della Compagnia della Fortezza (Spazio espositivo di Via Turazza dal 18 al 31 luglio).

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CT#20 - TEATRI DI VOCE

a cura di Lucia Amara e Piersandra Di Matteo

A partire da questo numero “Culture Teatrali” diventa annuario, aumentando il numero delle pagine e aggiornando anche la veste grafica. Si tratta a tutti gli effetti di una nuova serie, anche se abbiamo deciso per ragioni pratiche di non azzerare la numerazione.

PREMESSA
La voce è un mistero.
Perché è contemporaneamente qui e altrove. Indagare le sue manifestazioni sceniche e le diramazioni problematiche delle diverse discipline che se ne occupano significa dar conto di una stratificazione di indagini che si rimandano l’una all’altra. Il focus, però, non può non essere la concretezza della carne: quella degli organi fonatori, della laringe, delle corde vocali, dei polmoni, del diaframma e della bocca. Dunque il corpo, perché ogni gesto, compreso quello fonatorio, è sostenuto da una postura, da stati muscolari e viscerali.
Date queste premesse, gli spazi sondati, nell’intento di proporre un discorso teatrale sul vocale, sono le teorie, le voci degli artisti, le esperienze sceniche novecentesce e postnovecentesche, e le visioni teatrologiche che su di esse si sono esercitate.
La condizione essenziale per indagare la voce è il riconoscimento del ruolo contraddittorio che essa instaura con il sistema della lingua, situandosi fuori tanto dall’universo logico della parola quanto da quello grammaticalizzato della musica. Questa è la traiettoria condivisa da alcune delle più innovative prospettive teoriche della seconda metà del XX secolo. Tra i riferimenti teorici si sono, infatti, privilegiati quelli che hanno dato sostanza all’oralità e alla vocalità, livelli della conoscenza e dell’espressione che, nel caso dell’indagine teatrale, richiedono l’attitudine a scavalcare le opposizioni troppo nette, come quella, apodittica, che contrappone rigidamente orale e scritto. Se il tentativo è quello di cogliere le escursioni e le (dis)articolazioni del corpo parlante, non ricondotto esclusivamente alla nozione di locutore, piuttosto all’idea di una parola che letteralmente prende corpo, divenendo materia, è dunque il rapporto imprescindibile tra vocalità e testualità a dover essere riconsiderato, così come la natura di cor-rispondenza o di risonanza propria della voce, che implica l’ascolto e l’ascoltarsi dire.

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Premio Scenario 2011_FINALE

nuovi linguaggi per la ricerca e per l'impegno civile
XIII edizione
Santarcangelo di Romagna | Lavatoio
Longiano | Teatro Petrella
11-12-13 luglio

[A.C.] La XIII edizione del Premio Scenario è alle sue battute finali ed entra nel momento culminante delle presentazioni che precedono la premiazione.
Ospite, come consuetudine oramai da anni, del Festival di Santarcangelo dei Teatri il Premio Scenario 2011 presenta i quindici lavori selezionati nelle tappe intermedie di Piacenza (20>22 marzo 2011) e di Napoli (19>21 aprile 2011), in una due giorni di lavoro intensa che si svolgerà l'11 e il 12 luglio dalle 10 alle 19 presso il Lavatoio di Santarcangelo di Romagna e il Teatro Petrella di Longiano.
Il 13 luglio alle ore 12 ci sarà, sempre al Lavatoio di Santarcangelo, la cerimonia di premiazione con proclamazione dei vincitori e dei segnalati di questa edizione. I gruppi finalisti sono: Teatro dei Venti (Modena), Lorena Senestro (Torino), Mauro Santopietro (Roma), Garten (Milano), Teatri sbagliati (Roma), La quarta scimmia (Torino), Nessunteatro (San Benedetto del Tronto, AP), Three minutes ago (Roma), Carullo-Minasi / Il Castello di Sancio Panza (Messina), Matteo Latino (Mattinata, FG), foscarini:nardin:dagostin (Bassano del Grappa, Vi), LaCorsa (Melito di Napoli, NA), ReSpirale Teatro (Bologna), inQuanto Teatro (Firenze), Costanza Givone (Firenze).
La Giuria, presieduta dall'attrice Isabella Ragonese, sarà composta da Silvia Bottiroli, Claudia Cannella, Stefano Cipiciani e Cristina Valenti e da due invitati in rappresentanza dell'Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica e dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.
Tutti gli spettacoli sono a ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento di posti all'indirizzo segreteria@associazionescenario.it

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Appunti sull'erba

progetto di teatro e danza itinerante
a cura di Angelica Zanardi
Bologna | Fienile Fluò
6-14-20-28 luglio 2011 ore 20 e 22.30


Procede la rassegna Estate Fluo’ 2011 ispirata al confronto tra i due concetti antitetici la lentezza e la velocità. Velocità come cambiamento, rivoluzione, azione, crescita, potenziamento. Lentezza come contemplazione, riflessione, riposo, decrescita, piacere, otium. Lepre o tartaruga? Progresso o regresso? Rivoluzione o trasformazione? Oggi o domani? Lavoro o ozio? Un tempo per correre, un tempo per rallentare. Il mito del moto ascensionale perpetuo che incarna il nostro tempo e la necessità di rallentare.

A partire dal 6 luglio e fino alla fine del mese, al Fienile Fluo’ di Bologna, andrà in scena Appunti sull'erba. Dell'arte e della necessità di rallentare per fermarsi a guardare il cielo, un progetto di Crexida per l'estate di Fienile Fluò a cura di Angelica Zanardi. Un progetto di teatro e danza itinerante all'aperto che coinvolge 13 artisti (attori, danzatori, videomaker) che si alterneranno in 4 serate (6-14-20-28 luglio) presentando ognuno un propria performance ispirata al tema della lentezza. Gli spettatori saranno accompagnati in un percorso sotto le stelle tra alberi, giardini e angoli nascosti alla scoperta di storie, visioni e prospettive inaspettate.
Protagonisti di Appunti sull'erba saranno Roberto Alpi, Chiara Anaclio, Simona Bertozzi, Maurizio Cardillo, Lea Cirianni, Fabrizio Favale, Tiziana Di Masi, Angela Malfitano, Fiorenza Menni, Viviana Piccolo, Andrea Mochi Sismondi, Angelica Zanardi. Gli allestimenti di Annamaria Cattaneo. Gli artisti si esibiranno in due spettacoli, il primo alle ore 20:00, il secondo alle ore 22:30.

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Inequilibrio

festival della nuova scena tra teatro e danza
XIV edizione
Castiglioncello (LI)
1>10 luglio 2011


[A.C.] Cambia direzione il festival Inequilibrio di Castiglioncello e sotto le dita di Andrea Nanni torna a far sentire la sua voce da tenore coproducendo 11 spettacoli e ospitandone altri 32. Anche se le presenze internazionali sono distillate al contagocce con solo tre compagnie provenienti da Francia, Spagna e Germania, c'è da salutare con piacere questa ripresa in fa maggiore del Festival Inequilibrio che con una folta serie di anteprime nazionali (17 in tutto tra teatro e danza) si appresta a inondare Castiglioncello e i paesi limitrofi di Rosignano Solvay, Castellina Marittima, Guardistallo e Castagneto Carducci riversando performatività, danza e musica non solo nella tensostruttura appositamente creata, nelle sale e nel parco del Castello Pasquini, ma anche in palestre, negozi, pinete e abitazioni private, da raggiungere di persona o via etere grazie alla preziosa collaborazione con Rai Radio3.
Un ampio coinvolgimento di forze locali – donne anziane, bambine, la corale e la banda di Rosignano, associazioni e piccoli produttori – che testimonia la volontà di intrecciare micro e macro in un unico disegno senza soluzione di continuità. In questa direzione si incunea la presentazione di un lavoro come Cinque nonne. Intorno alla casa di Lina di Virgilio Sieni, un lavoro del progetto Arte del gesto nel Mediterraneo 2010>2013, che la Compagnia di Sieni e l’Accademia sull’arte del gesto stanno conducendo in alcuni territori del Mediterraneo e che, qui a Castiglioncello, vede la casa di Lina, una delle cinque nonne del luogo protagoniste dello spettacolo, rivelarsi come il luogo della sosta, della condivisione familiare: un chiostro dei pensieri dove tra gesti nascosti e atmosfere sussurrate riemergono sensazioni paniche di racconti di incontri con esseri immaginari.
La danza, dunque, come emersione di fragili nascosti in un territorio dai confini stabili è la sezione che più sorprende nella nuova edizione del festival che ospita, accanto a Virgilio Sieni, presente con tre lavori diversi: Cinque nonne, Atlante del bianco e Fuga, il gruppo MK con Quattro danze coloniali viste da vicino, la prima nazionale di Strata.2 della coreografa francese Maria Donata D'Urso, le due ultime produzioni di Le Supplici intitolate Un ricamo fatto sul nulla e Infanzia di San Francesco d'Assisi, la trilogia completa di Motel [Faccende personali] del Gruppo Nanou di Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci, la performance interattiva |X| No, non distruggeremo il negozio di Collettivo Cinetico e la presentazione di Ven, lo spettacolo pluripremiato della compagnia gallega La Macana.
Non meno ricca la programmazione della sezione teatro tra cui spiccano le coproduzioni del festival come Attraverso il furore di Meister Eckhart e Armando Pirozzi della Compagnia Massimiliano Civica, L’origine del mondo di Lucia Calamaro/ Compagnia Malebolge, Jakob von Gunten di lacasadargilla, Un altro Amleto di Beat 72, La palestra della Compagnia Veronica Cruciani, Bellas mariposas di Egumteatro e Homo ridens_Castiglioncello di Teatro Sotterraneo.
Corposa anche la programmazione dedicata all'infanzia con spettacoli prodotti da compagnie di ricerca tra cui segnaliamo almeno Nessun dorma di Kinkaleri, opera in tre atti liberamente tratta dalla Turandot di Puccini, e La repubblica dei bambini di Teatro Sotterraneo.
Una sezione musicale, infine, assembla i cori della Schola Canthorum a presenze di prestigio come quella di Stefano Bollani, che con Davide Riondino e Mirko Guerrini presenterà Il Dottor Djembé trasmesso in diretta su Rai Radio Tre, e quella di Bobo Rondelli che si esibirà come guest star con l'Orchestrina Gli Amanti del Taglio e Cucito.

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Riprendiamoci il Teatro Duse

Bologna | Teatro Duse
oggi ///mercoledì 22 giugno ore 17


Sulla scia dell'occupazione del Teatro Valle a Roma, anche Bologna sente di dover dare voce al malessere e alla condizione di stallo che riguarda il Teatro Duse, altra sala storica gestita dall'ormai cancellato ETI e gestito temporaneamente dal Centro Culturale Teatroaperto diretto da Guido Ferrarini.

Protagonista di primo piano, ancora una volta, il social network Facebook su cui è apparso un post che chiede a tutti gli interessati alle sorti del teatro bolognese di riunirsi oggi pomeriggio, mercoledì 22 giugno, alle ore 17 davanti al Teatro Duse di via Cartoleria, 42 per dare un segnale forte che la cultura è un bene collettivo assolutamente da difendere.

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