Archivio Storico:- ex Dipartimento di Musica e Spettacolo - Universita' di Bologna La Soffitta 2002 MUSICA - Concerti
 
 
musica
30 gennaio - 19 maggio
a cura di Giuseppina La Face Bianconi
alma mater studiorum
università di bologna
dipartimento di musica e spettacolo
la soffitta
centro di promozione teatrale
Mercoledì 27 febbraio 2002, ore 21
AULA ABSIDALE DI S. LUCIA
via de’ Chiari 23a
 
Le tante primavere del violino
Anton Berovski violino
.
Mauro Patricelli pianoforte

 

presentazione
di
Dagmar Benghi e Stella Nesti
 
ingresso gratuito
 

PROGRAMMA

Ludwig van Beethoven (1770 - 1827)
Sonata n. 5 in Fa maggiore op. 24
"La Primavera"
 
Allegro
Adagio molto espressivo
Scherzo: Allegro molto
Rondò: Allegro ma non troppo
 
 
Franz Schubert (1797 - 1828)
Duo in La maggiore op. 162 D. 574
 
Allegro moderato
Scherzo: Presto
Andantino
Allegro vivace
 
 
Cesar Franck (1822 - 1890)
Sonata in La maggiore
 
Allegro moderato
Allegro
Recitativo-Fantasia: Moderato
Allegretto poco mosso
 

Le tante primavere del violino

L’opera 24 occupa una posizione particolare all’interno delle dieci sonate per violino e pianoforte scritte da Beethoven. Riveduta e terminata nel 1801 – Beethoven si basò infatti su appunti risalenti al 1794-95 –, rappresenta una sorta di spartiacque fra il modello settecentesco e quello ottocentesco della sonata e segna un momento di evoluzione nello stile compositivo di Beethoven. Ad elementi dello stile mozartiano quali la cantabilità e l’eleganza vengono accostati tratti formali e stilistici come la struttura in quattro movimenti anziché in tre, tipica della sinfonia e del quartetto, il contrasto tematico, la ricchezza di trovate ritmiche. Il Rondò finale, che echeggia un tema del rondò di Vitellia "Non più di fiori" nella Clemenza di Tito di Mozart, è un evidente omaggio di Beethoven al maestro di Salisburgo. La denominazione di Sonata della Primavera fu un’intuizione di Anton Felix Schindler, amico, segretario e poi biografo del compositore, che credette di valorizzare degnamente l’opera alludendo alla sua straordinaria dolcezza e al suo particolare lirismo.

Il genere della sonata è terreno di ricerca anche per Schubert. Il Duo op. 162 in La maggiore, anch’esso in quattro tempi, presenta nell’Andantino una complessa struttura armonica, che si differenzia da quella solitamente adottata nei movimenti di sonata per subitanei passaggi a tonalità lontane, anziché a tonalità vicine. Composta nel 1817 e pubblicata postuma da Diabelli nel 1851, è l’ultima delle quattro sonate per violino e pianoforte di Schubert.

Anche César Franck – figura fondamentale nella vita musicale francese del secondo Ottocento – si cimenta con il genere sonata, elaborando originali soluzioni stilistiche. La ripetizione ed elaborazione di temi e frammenti melodici nell’arco dell’intera composizione (la cosiddetta forma ciclica), insieme al ricorso a tecniche contrappuntistiche bachiane, contraddistinguono la Sonata in La maggiore per violino e pianoforte. Composta nel 1886 e dedicata al violinista Eugène Ysaye, può essere considerata un tributo del compositore belga alla tradizione sonatistica ottocentesca, e in particolare a Franz Liszt, la cui Sonata in Si minore per pianoforte rappresenta un modello di sonata ciclica al quale lo stesso Franck potrebbe aver attinto. In un tema della Sonata di Franck la critica identifica la petite phrase melodica della sonata composta dal musicista Vinteuil nella Recherche du temps perdu di Proust. La frase riaffiora e ritorna in modo ossessivo nella mente del protagonista, Swann, e assurge quasi al rango di un "air national de l’amour de Swann e Odette".

Dagmar Benghi, Stella Nesti
studenti DAMS
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