Archivio Storico:- ex Dipartimento di Musica e Spettacolo - Universita' di Bologna La Soffitta 2002 MUSICA - Concerti
 
 
musica
30 gennaio - 19 maggio
a cura di Giuseppina La Face Bianconi
alma mater studiorum
università di bologna
dipartimento di musica e spettacolo
la soffitta
centro di promozione teatrale
Mercoledì 6 febbraio 2002, ore 21
AULA ABSIDALE DI S. LUCIA
via de’ Chiari 23a
 
Ance romantiche

TRIO TENET

Stefano Bertozzi clarinetto
Paolo Bighignoli fagotto
Pia Elena Zanca pianoforte
presentazione
di
Simona Cocci Grifoni e Daniele Follero
 
ingresso gratuito
 

PROGRAMMA

Konradin Kreutzer (1780 - 1849)
Trio in Mi bemolle maggiore op. 43
per clarinetto, fagotto, pianoforte
Maestoso – Romance: Allegro moderato
Andantino grazioso
Rondo: Allegro
 
Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 1847)
Konzertstück in Fa minore/maggiore op. 113
per clarinetto, fagotto, pianoforte
Allegro con fuoco
Andante
Presto
 
Paolo Bighignoli (1956)
Famille de saltimbanques (2000)
per clarinetto, fagotto, pianoforte
 
 
 
Heitor Villa-Lobos (1887 - 1959)
Fantasia concertante
per clarinetto, fagotto, pianoforte
Allegro non troppo
Lento
Allegro impetuoso
 
Mikhail Ivanovic Glinka (1804 - 1857)
Trio pathétique
per clarinetto, fagotto, pianoforte
Allegro moderato
Scherzo: Vivacissimo
Largo
Allegro con spirito

Ance romantiche

La Vienna di Mozart, Haydn e Beethoven è stata molto più di un’importante capitale europea della cultura: ha generato infatti quella Kultur musicale i cui canoni di cantabilità, di equilibrio ed eleganza formale, di verve inventiva, riuniti sotto l’etichetta del cosiddetto Classicismo viennese, sarebbero stati presi a modello dentro e fuori l’Europa, e sarebbero diventati la lingua musicale per eccellenza con cui rappresentare il mondo. Di questa cultura vive e si nutre Konradin Kreutzer, amico di Haydn e contemporaneo di Beethoven, autore di pagine musicali, come il Trio op. 43, che la rispecchiano in pieno, pur senza toccare le vette compositive raggiunte dai suoi maggiori esponenti.

Qualche anno più tardi, Mendelssohn si nutre ancora della stessa Kultur (grazie anche all’accuratissima educazione letteraria e musicale, all’amicizia con Goethe e all'ambiente spirituale di una famiglia che fu un punto di riferimento per gli intellettuali tedeschi dell’epoca) ed anzi ne amplia gli orizzonti. Si adopera per la ‘riscoperta’ di un compositore come Bach, dirigendone la Matthäus-Passion e, al contempo, si avvicina ad altre tradizioni musicali conosciute nei lunghi viaggi attraverso l’Europa leggendole col filtro della propria cultura musicale: è il caso delle sinfonie Italiana e Scozzese.

Anche chi ha rielaborato stilemi nati in seno al Classicismo viennese alla luce delle proprie esperienze musicali di natura popolare, ha dovuto prima assimilarli. Mikhail Glinka, cresciuto in Russia e considerato il creatore dell’opera nazionale russa con Una vita per lo Zar (1836), si reca più volte in Germania, oltre che in Italia, Svizzera e Spagna, per acquisire una solida preparazione musicale. Proprio in Italia scrive il Trio pathétique (1832). Il brasiliano Heitor Villa-Lobos, appassionato studioso del folclore musicale amazzonico, di ritorno da uno dei suoi frequenti viaggi in Europa cercherà un’ideale unione tra due mondi musicali con le proprie Bachianas brasileiras, originale fusione di contrappunto bachiano e sonorità brasiliane. Ecco allora che i brani proposti questa sera si pongono come simbolo di un percorso che potrebbe definirsi ‘da Vienna al mondo e ritorno’.

Simona Cocci Grifoni, Daniele Follero
studenti DAMS


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