- ALMA MATER
STUDIORUM - UNIVERSITÀ DI BOLOGNA
- DIPARTIMENTO
DI MUSICA E SPETTACOLO
- CIMES
Centro di musica e spettacolo
SUONI DAL MONDO
2002
LA MUSICA DEL NORDAMERICA E LE
SUE RADICI
- Sabato 16
novembre
- DI
NAYE KAPELYE
- Musica
Klezmer
Il
repertorio del gruppo musicale Di Naye Kapelye –
termine che significa, in yiddish, ‘Il Nuovo
Gruppo’- appartiene al corpus tradizionale di
musiche ebraiche delle regioni dell’Europa
dell’est, chiamate col termine ‘musica
klezmer’, dal nome degli antichi musicisti girovaghi
che, percorrendo i numerosi villaggi ebraici che
costellavano i territori dell’Europa centrale ed
orientale, accompagnavano con le loro musiche ogni sorta
di festività e celebrazione rituale.
L’arte musicale degli antichi musici
klezmer era costituita da un insieme di pratiche di
creazione musicale e di esecuzione strumentale che
venivano trasmesse oralmente di generazione in
generazione – solitamente dai membri anziani di una
famiglia ai membri più giovani. In questo insieme di
conoscenze è possibile individuare uno degli elementi
generativi della specifica tradizione musicale ebraica
del centro e dell’est d’Europa, divenuta nei
secoli una parte fondamentale del patrimonio culturale ed
artistico della popolazione ebraica. Tuttavia, anche il
contributo di altre tradizioni musicali –
soprattutto quelle rumena, polacca, ucraina, ungherese ed
anche turca – è stato determinante nella formazione
e nello sviluppo del repertorio musicale yiddish. Tra le
principali influenze musicali va innanzitutto menzionato
il contributo dei musicisti zingari di origine rumena ed
ungherese, in quanto essi hanno da sempre intrattenuto un
rapporto di collaborazione e scambio reciproci con le
antiche famiglie klezmer, tanto da diventare tra i
principali depositari dell’antico patrimonio
musicale yiddish, disperso in Europa dall’impatto
catastrofico dell’antisemitismo nazi-fascista.
Fino alla
metà del XIX secolo circa, il repertorio dei musicisti
klezmer era costituito essenzialmente da canti dedicati
alla celebrazione di matrimoni o ad allietare banchetti,
e da versioni strumentali di canti liturgici, solitamente
eseguite da due violini o flauti e accompagnati dal
contrabbasso e dal cymbalon, uno strumento a corde
percosse tipico della tradizione musicale ungherese. Con
l’ampliarsi ed il consolidarsi dei contatti e degli
scambi con gli altri gruppi etnici stanziati nella
regione, durante tutto il XIX secolo la tradizione
musicale klezmer continuò ad accogliere e a rielaborare
dinamicamente ritmi e melodie di diversa origine,
incorporando nuove danze, (come la bulgaresca e la
sirba), e strutture melodiche ed intervallari derivate
dalla tradizione orientale, in particolare turca. Il
contatto con altre culture modificò la tradizione
musicale popolare ebraica anche dal punto di vista delle
usanze e delle norme sociali ad essa associate, come nel
caso dell’introduzione di danze a coppie miste
(uomini e donne) – tuttora vietata agli ebrei
ortodossi – e degli specifici schemi
ritmico-melodici ad esse dedicati.
Questo lungo processo di ibridazione
musicale si protrasse sino al principio del XX secolo,
arrivando al suo culmine nei primi decenni del ‘900
e trovando poi sviluppi più chiaramente regionali, in
conseguenza del radicarsi delle singole comunità
ebraiche in diverse aree europee. Nonostante questo
fenomeno di regionalizzazione, la musica klezmer mantenne
sempre una sostanziale omogeneità tra generi, stili e
forme musicali, determinata dal profondo legame con lo
specifico linguaggio e con la peculiare estetica musicale
delle genti di tradizione ebraica. Fino alla prima guerra
mondiale le bande musicali klezmer erano solitamente
caratterizzate dalla presenza irrinunciabile dei violini
e del cymbalon, ma con la nascita e la diffusione
del teatro yiddish e del grammofono gli strumenti a corda
vennero gradualmente soppiantati dall’introduzione
di alcuni strumenti a fiato: il violino fu sostituito dal
clarinetto, il contrabbasso dalla tuba, mentre il cymbalon
cedette il passo allo xilofono, al pianoforte e, in
alcuni casi, al banjo.
Con
l’avvento del nazismo, la fiorente tradizione
culturale yiddish europea venne brutalmente interrotta.
L’Olocausto provocò non solo lo sterminio, ma anche
la fuga di massa degli ebrei superstiti negli Stati Uniti
e in Palestina, dove in seguito nacque lo stato di
Israele. Fu proprio in questi due paesi che la tradizione
musicale yiddish poté proseguire la sua esistenza ed il
suo corso, divenendo un elemento integrante della vita
quotidiana dei membri delle comunità ebraiche. Durante
gli anni ’60 essa conobbe, in particolare negli USA,
un’autentica rinascita, che si espresse in una
appassionata ricerca e nel recupero delle forme e dei
generi musicali tradizionali. Le nuove generazioni di
giovani ebrei americani, che furono animatrici e
protagoniste di questo fenomeno, scovarono vecchie
registrazioni e presero contatto con alcuni degli ultimi
musicisti klezmer ancora viventi per essere iniziati ai
segreti della loro tradizione musicale. Negli stessi
anni, anche in Europa, ed in particolare in Inghilterra
ed in Austria, si verificò un simile revival
della musica ebraica antecedente la diaspora.
Nelle
stesse regioni in cui era nata e cresciuta, la tradizione
musicale klezmer risorse dalle sue stesse ceneri,
principalmente attraverso la nascita di numerose bande
musicali tradizionali che riportarono a nuova vita uno
stile e dei generi musicali il cui fascino va ben oltre
limiti e categorie razziali o etniche: la musica klezmer
infatti, attraverso la sua ricchezza e varietà di
influenze e stimoli musicali e culturali, testimonia e
mette in luce il valore di un fenomeno musicale generato
dall’incontro e dall’interazione di culture e
musiche provenienti da tanti popoli diversi.
Ed è
proprio alla tradizione musicale yiddish vivente che
fanno esplicito riferimento i membri della Di Naye
Kapelye. Formatasi nel 1994 in Ungheria su iniziativa del
musicista ebreo americano Bob Cohen – già membro
fondatore, nel 1990, della Budapester Klezmer Band –
questa ‘Nuova Banda’ è costituita da un gruppo
di musicisti americani e ungheresi, tutti
appassionatamente dediti alla ricerca delle radici della
musica yiddish nella regione dei Carpazi. Questa loro
ricerca non si è svolta sui libri o nei musei, quanto
piuttosto su frammenti di vecchie registrazioni e sulle
testimonianze e la pratica di vecchi musicisti zingari ed
ebrei.
L’approccio alla tradizione
musicale yiddish dei Di Naye Kapelye non è dunque
ispirato da incontenibili rigurgiti nostalgici, quanto
piuttosto da un reale interesse e da un profondo
coinvolgimento in una tradizione musicale popolare
vivente, così che ogni loro concerto è insieme un
evento sia divulgativo che inventivo, destinato non solo
a preservare il passato, ma anche a danzare, cantare e
celebrare gli eventi importanti dell’esistenza
presente. Il loro repertorio comprende, oltre che canti
folclorici yiddish ed hassidici, musiche di danza
originarie dell’Ungheria, della Romania, della
Moldavia, ognuna suonata secondo lo specifico stile
regionale. Attraverso un continuo percorso di ricerca sul
campo, basata su registrazioni ed interviste, i membri
della DNK non solo si limitano a conservare e ricreare
l’autentica tradizione musicale folclorica yiddish e
dell’est europeo, ma sono anche impegnati nel
diffondere un concetto vitale e dinamico delle tradizioni
musicali folcloriche e popolari, che rappresentano,
nell’ottica di questa ‘nuova banda’, una
valida alternativa estetica rispetto a quella
maggioritaria, sempre più tesa all’omogeneizzazione
dei modi e delle forme di espressione umana. Un concerto
dei DNK rappresenta insomma una sorta di incursione nel
mondo tradizionale ebraico – nei suoi suoni, luoghi,
odori, sapori e stati d’animo. La banda è composta
da cinque elementi: come cantante ed esecutore di
violino, mandolino e flauto troviamo il fondatore Bob
Cohen, ebreo americano nato a New York e trasferitosi sin
dagli anni ’80 in Ungheria per svolgere ricerche
sulla musica yiddish della zona dei Carpazi. Membro del
‘Centro Ricerche sulla Musica ebraica’
dell’Università di Budapest, Bob ha svolto
un’approfondita ed estesa ricerca sul campo,
indagando sulla musica klezmer e yiddish in Europa,
America ed Israele. Gyula Gozma, cui sono affidati il
contrabbasso ed il koboz (un liuto rumeno
arcaico), si è formato in Ungheria, suonando con diversi
gruppi di musica folclorica, tra cui gli Okros e gli
Csiky Band. A Ferenc Pribojsky è affidato il cymbalon,
che egli ha suonato per lungo tempo nell’Ensemble
Nazionale di Musica Folclorica Ungherese. Oltre al cymbalon,
Ferenc suona anche con maestria il flauto moldavo e
l’armonica a bocca. Completa il gruppo Antal Fekete
alla viola e alle percussioni. I DNK, nel corso degli
otto anni della loro attività musicale, si sono esibiti
in concerto in numerose città d’Europa.
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