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MIMMO CUTICCHIO. LA VOCE DEL CUNTO

a cura di Piersandra di Matteo

in collaborazione con Arena del Sole - Nuova Scena - Teatro Stabile di Bologna

 

L’arte del cunto e la sapienza scenica dell’“Opera dei pupi” è questione di artigianato e memoria, ritmo e invenzione. Qualità che Mimmo Cuticchio possiede al massimo grado. Puparo per trasmissione paterna, oprante assoluto dell’Opra di disciplina palermitana, maestro nell’arte del cunto, appresa per osservazione silente da Peppino Celano, Cuticchio recupera e supera la tradizione ottocentesca, per profonda conoscenza. Tramanda il patrimonio romanzesco, dai poemi medioevali francesi ai rifacimenti italiani, elaborando ibridazioni impensate.

Racconta le audaci imprese di cavalieri e principi, gli amori e l’arme, l’eroismo e la viltà, per alludere, con sotterranea critica, agli eventi del nostro tempo, schivando la clausola compiacente del pro bono malum. In O a Palermo o all’inferno – momento spettacolare di questo progetto a lui dedicato – si può ripercorrere la storia dei suoi tradimenti, unico varco per innovare nel solco della tradizione.

Il cunto si fa con la spada. È cosa diversa dal cantastorie di cronache con chitarra e cartelli. Serve fendenti in aria e batte il ritmo. Con questo modo orale di percussione, respiro e mimica del viso, Cuticchio scandisce il racconto in imprevedibili successioni di peripezie. Intreccia una serie di rispondenze, sospensioni, riprese, in un sistema di incastri, senza mai dare l’impressione di un vortice causale degli eventi.

Con voce tonante o carezzevole, aspra o struggente, disossa il dire dalla retorica della declamazione e dell’andamento cantilenante, e abbraccia la via in cui il racconto epico-cavalleresco gioca con i volumi, articola le variazioni tonali della voce e diventa corpo sonoro. Alza e abbassa continuamente il livello generale del cunto, per poi impennare in incalzanti e sincopati climax drammatici.

Di Cuticchio, Ferdinando Taviani scrive: «non capeggia un’istituzione. E non è neppure un baule di beni culturali che possono facilmente esporsi o diffondersi. È un bene culturale vivente. Il suo sapere è in continuo divenire […], un teatro nuovo, che dilata i propri confini e supera le dimensioni della dimora originaria. È in questa trasformazione che i valori di una tradizione culturale siciliana vivono piuttosto che sopravvivere. E diventano una parte significativa del teatro italiano, senza isolamenti regionali». Fuori dalle etichette del folklorismo nostalgico dei ricordi d’infanzia o dell’inno turistico alla tradizione popolare, Mimmo Cuticchio consegna a nuova vita un mestiere antico.

 

Mimmo Cuticchio (Gela, 1948) è il più noto oprante, cuntastorie del nostro tempo, erede e innovatore della_ tradizione siciliana del teatro dell’Opera dei pupi. Figlio dell’oprante Giacomo, fin da bambino lavora nel teatro di famiglia e segue le consuete tappe dell’apprendistato. Negli anni ’70 trova nel cuntista e puparo Peppino Celano un orizzonte creativo. Grazie a lui apprende le tecniche del cunto. Alla morte del maestro apre il Teatrino dei Pupi Santa Rosalia (1973) e realizza il suo primo copione Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro. Nel 1977 fonda l’Associazione “Figli d’Arte Cuticchio”, che incorpora la compagnia omonima. È dei primi anni ’80 il suo primo spettacolo di cunto La spada di Celano. Da quel momento Cuticchio avvia un percorso di “rifondazione” del teatro dei pupi con spettacoli che aprono i modelli del cunto e dell’opra tradizionali a un impegno civile e artistico segnato da uno sguardo rivolto alla contemporaneità, fino all’ideazione degli ultimi spettacoli O a Palermo o all’inferno (2011) e Carlo Magno reale e immaginario (2012). Parallelamente dà vita a eventi teatrali per pupi, attori e musici, tra opra ed opera lirica, di cui si ricordano La terribile e spaventosa storia del Principe di Venosa e della bella Maria (1999) con le musiche di Salvatore Sciarrino e Don Giovanni all’Opera dei Pupi (2002) con le musiche di Mozart. Complessi e assidui sono i suoi rapporti anche con cinema (Coppola, Tornatore, Turturro, Ciprì e Maresco, Crialese), fotografia, radio, arte contemporanea (Mimmo Paladino), musica pop (Lucio Dalla, Loreena McKennitt). Da quindici anni dirige a Palermo la prima scuola per pupari e cuntisti.

Il progetto

O A PALERMO O ALL’INFERNO
mercoledì 6 e giovedì 7 febbraio, h 21.30 | Arena del Sole/Sala InterAction
IL CUNTO DEL CUNTO. Incontro con Mimmo Cuticchio
giovedì 7 febbraio, h 16 | Laboratori delle Arti/teatro

Contatti

DAMSLab

Piazzetta Pier Paolo Pasolini 5b

40122 - Bologna - Italia

tel: 051.2092400

fax: 051.2086316