Archivio Storico:- ex Dipartimento di Musica e Spettacolo - Universita' di Bologna Dipartimento di Musica e Spettacolo - La Soffitta 2006

LA SOFFITTA - Centro di promozione teatrale


LA SOFFITTA 2006
MUSICA
17 gennaio - 27 maggio

17 gennaio - 27 maggio

CONCERTI

martedì 28 MARZO
Aula absidale
(via de’ Chiari 25a)
ore 21

ingresso gratuito

GIOCHI DI LUCI



strumentisti del Laboratorio sulla musica da camera
del ’900 a cura del FontanaMIX Ensemble
Sara Gamarro voce
Lavinia Guillari flauto 
Francesco Bonafè clarinetto
Silvia Tarozzi e Teresa Tondolo violino
Chie Yoshida viola
Marianna Finarelli violoncello                     
Enrico Bernardi, Mino Marani e Irene Puccia pianoforte

e con

Antonella Guasti viola
Nicola Baroni violoncello


 

Luciano Berio (1925 - 2003)

o King
per voce, flauto, clarinetto, violino, violoncello e pianoforte

 

György Kurtág (1926)

da Giochi (libro IV) per pianoforte a quattro mani

Corale furioso
Di mano in mano
Campane. Omaggio a Stravinskij
Omaggio a Sáry László (Punto e macchia)
Omaggio a Halmágyi Mihály
Studio per “Hölderlin” - esercizio di posizione


Salvatore Sciarrino (1947)

Esercizio
per pianoforte

Lo spazio inverso

per flauto, clarinetto, violino, violoncello e pianoforte


György Kurtág (1926)

Tre iscrizioni antiche op. 25
per voce e pianoforte

 

Tristan Murail (1947)

Estuaire
per pianoforte

Près des rives
Au mélange des eaux


György Kurtág (1926)

da Segni, giochi e messaggi
per violino, viola e violoncello

Un valzer molto lento per Walter Levin
Omaggio a Johann Sebastian Bach
Segni n. 6

 

 

Karlheinz Stockhausen (1928)

Tierkreis

Aries – Taurus – Gemini – Cancer – Leo – Virgo
Libra – Scorpio – Sagittarius – Capricorn – Aquarius – Pisces

versione per voce e strumenti
a cura di Cristian Gentilini, Alessandro Ratoci, Andrea Sarto e Franco Venturini

 

Il FontanaMIX Ensemble ha iniziato la sua attività concertistica nella stagione 2002 del Bologna Festival. Da allora collabora con varie istituzioni della città, fra cui il Teatro Comunale (con un programma dedicato a Francesco Pennisi), i concerti della Soffitta, la rassegna “Luoghi e suoni”, il Museo della musica (con una serata dedicata a Luciano Berio), il Festival Angelica e l’Arena del Sole (con uno spettacolo di musica e danza curato dal coreografo Luca Veggetti). Ha suonato inoltre al Festival Aosta Classica, al REC di Reggio Emilia e al Festival Milano Musica con un concerto ripreso da Radio3. FontanaMIX è l’ensemble in residenza del Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna, con cui promuove progetti didattico-artistici sulla musica contemporanea. In questo contesto, e più precisamente nell’ambito dei progetti CIMES/Musica, dal 2004 sono state realizzate le rassegne EXITIME 01 e 02 che hanno avuto come oggetto alcune fra le più significative partiture da camera del Novecento, l’opera da camera di György Kurtág e la musica per archi di Giacinto Scelsi. I laboratori sono aperti a giovani strumentisti che, previa audizione, vengono selezionati per integrare gli organici di FontanaMIX nei concerti EXITIME.
I compositori Cristian Gentilini, Alessandro Ratoci, Andrea Sarto e Franco Venturini hanno elaborato una nuova versione di Tierkreis di Karlheinz Stockhausen appositamente per i giovani musicisti che hanno preso parte al laboratorio dello scorso autunno.


Dalle sottili gradazioni chiaroscurali di o King al pulviscolo luminoso che aleggia nello Spazio inverso, il concerto di questa sera propone un gioco scintillante di luci e colori. In o King del 1968 (dedicato alla memoria di Martin Luther King) Luciano Berio mira ad un’integrazione attiva fra testo, suono della voce e timbri strumentali, sulla scia di composizioni precedenti, quali Thema - Omaggio a Joyce del 1958 e Circles del 1960. Il testo di o King (dello stesso Berio) consta di una serie di fonemi che, alternandosi, vengono a formare, in conclusione, le parole “o Martin Luther King”. Parallelamente la scrittura musicale si basa sul graduale distendersi di una successione scalare per toni interi. I suoni vocalici e consonantici si confondono con i timbri del flauto, del clarinetto, del violino e del violoncello, creando magiche alchimie e seducenti riverberi.
I pezzi per pianoforte a quattro mani di György Kurtág sono tratti dal libro IV di Giochi, una raccolta pianistica per bambini iniziata nel 1973, su commissione della didatta Marianne Teöke, e giunta oggi all’ottavo libro. L’originale notazione grafica impiegata nella raccolta intende stimolare la fantasia del giovanissimo esecutore, offrendogli diverse modalità di produzione del suono, con una particolare attenzione alle tecniche contemporanee: cluster, glissandi e suoni isolati. I pezzi, una sorta di personale diario in musica, assumono talvolta la forma del tributo (è il caso di Omaggio a Stravinskij) o ricordano, nel titolo, i nomi di amici (come il compositore Sáry László, che prese parte con Kurtág nel 1970 al gruppo dello “Studio per la Nuova Musica” di Budapest). Del 1986 sono le Tre iscrizioni antiche per voce e pianoforte op. 25: le prime rispettivamente su un detto popolare e un testo anonimo ungheresi, la terza sull’epitaffio per una fanciulla tedesca. Come in altre composizioni vocali di Kurtág, la libertà ritmica tende ad avvicinare l’elocuzione musicale al linguaggio parlato. Segni, giochi e messaggi infine è un work in progress che, cominciato nel 1989, condivide con Giochi il carattere di diario. Nella collezione, contenente pezzi per soli archi in varie combinazioni, ricompare infatti l’omaggio (Omaggio a Bach) o il brano intitolato ad un amico (Walter Levin del Quartetto LaSalle). Segni n. 6 è invece la revisione di un pezzo per viola sola del 1961.
Scritto per il pianista Carlo Levi Minzi, Esercizio di Salvatore Sciarrino del 1972 si basa, come suggerisce il titolo, sulla ripetizione di un modulo tecnico: un’agile figurazione “circolare” che potrebbe continuare all’infinito (in partitura, infatti, è richiesto all’esecutore di non dare un senso conclusivo alla fine). Lo spazio inverso (1985), tolta la voce, è scritto per lo stesso organico di o King. Dal silenzio, che in Sciarrino assume un’importanza pari al suono, emergono sonorità impalpabili e graffianti, ottenute anche con l’uso innovativo degli armonici e con l’impiego di tutte le possibili risorse (anche le più estreme) degli strumenti tradizionali. La scrittura puntillistica – l’impiego di suoni come entità singole e non come elementi di un discorso musicale continuo – stimola l’ascoltatore ad instaurare percettivamente un legame tra gli eventi timbrici isolati.
Près des rives e Au mélange des eaux di Tristan Murail compongono Estuaire (1972) per pianoforte, il cui linguaggio raffinato ed elegante affonda le radici nella tradizione francese di Debussy (con cui condivide peraltro il tema dell’“acqua”), Ravel e Messiaen.
Nel 1975 Karlheinz Stockhausen scrive, per sei percussioni e scatole musicali, Tierkreis (Zodiaco), che comprende 12 melodie per i 12 segni celesti e rientra nella composizione Musik im Bauch (Musica nel ventre). In seguito Tierkreis è pubblicato separatamente in diverse versioni, tra cui una per orchestra da camera (1977) e una per clarinetto e pianoforte (1981). Questa sera l’ascolteremo in una versione per voce e strumenti (su testi dello stesso Stockhausen) realizzata da quattro giovani compositori italiani: Cristian Gentilini, Alessandro Ratoci, Andrea Sarto e Franco Venturini. Le dodici melodie, rappresentative sia dei segni zodiacali sia di diversi caratteri umani, impiegano il totale cromatico: ciascuna fa perno su una nota differente, facendo sì che anche la successione dei pezzi segua un ordine cromatico. Ogni melodia viene proposta due-tre volte in guise cangianti, ma sempre attente a cogliere in profondità e a rendere sonoramente i tratti salienti di ciascun segno dello zodiaco.

Omar Rezzonico
studente DAMS

coordinamento e redazione di
Anna Scalfaro

 


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