Archivio Storico:- ex Dipartimento di Musica e Spettacolo - Universita' di Bologna La Soffitta 2004 - TEATRO - Erotismo barocco: un'avventura...

 LA SOFFITTA 2004

TEATRO
19 gennaio - 16 maggio

 
EROTISMO BAROCCO

Erotismo barocco

Un'avventura con Giambattista Marino

adattamento teatrale dei testi mariniani di Vanda Monaco Westerståhl
regia di Vanda Monaco Westerståhl
con Dario Candela e Michele Iodice
interprete Vanda Monaco Westerståhl
musiche scritte ed eseguite da Dario Candela
immagini di scena di Michele Iodice
con Carla Celestino
costumi di Costanza Filangieri
con Danila Anastasio e Kicca Orlando
comunicazione Luigi Urso
foto di scena di Mario Spada
produzione e organizzazione di Domenico Caradonna

Laboratori DMS - Teatro, 25 gennaio - ore 21


Prima nazionale

Il personaggio

Giambattista Marino nasce a Napoli nel 1569 e vi muore nel 1625. Figlio di un giureconsulto, visse l'infanzia in grandi ristrettezze economiche. Il padre voleva avviarlo agli studi di legge, ma lui rifiutò per dedicarsi alla poesia.
     Dopo alcuni anni trascorsi a Napoli, durante i quali fu anche incarcerato per un'oscura storia di sesso, viaggiò attraverso tutta l'Italia vivendo di corte in corte. È proprio in questo periodo che il poeta comincia a scrivere il suo celebre poema L'Adone.
     Nel 1615 Marino fu chiamato alla corte di Francia dove restò fino al 1623. Qui fu riverito e stimato, passando di trionfo in trionfo e proprio qui portò a termine L'Adone.
     La sua opera, sterminata, si compone, fra l'altro, di poesie erotiche e amorose. Famose le sue Lettere nelle quali descrive anche il suo soggiorno in carcere.
     Ritornato a Napoli nel 1623, Marino si spegne nella sua città natale due anni dopo, amareggiato per la condanna ecclesiastica dell'Adone -- opera giudicata immorale per la sua sensualità.


Lo spettacolo

Sulla scena di Erotismo barocco, immaginata tra dada e postmodernismo, vediamo un Marino anticonformista, alla ricerca di piaceri normali e insoliti, e questo lo avvicina a noi, come pure ce lo rende prossimo il culto del proprio corpo, della sua morbidezza e della sua ambiguità.
     Guardare lo eccita, gli accende i sensi e la vena poetica. La sua è una ricerca quotidiana del piacere spinta quasi ad una follia gioiosa e trasgressiva, conuna percezione della morte, accettata senza drammi.
     Nella follia e nella ricerca del piacere di Marino, i due artisti, che amano il nostro tempo e vi sono serenamente immersi, Dario Candela e Vanda Monaco Westerståhl si sono incontrati dando vita ad uno spettacolo spumeggiante, divertente, ironico e, perché no?, conturbante. In esso i due interpreti hanno fuso elementi del teatro seicentesco con elementi della spettacolarità odierna, anche di strada.
     In questa avventura la musica interagisce diventando essa stessa attore: ammicca e slancia, contrasta e asseconda, talvolta guida, talvolta si lascia guidare dalle mutevoli impressioni del testo.


Vanda Monaco Westerståhl

Napoletana, Vanda Monaco Westerståhl da circa 20 anni vive a Stoccolma, città dove ha fondato la prima compagnia multietnica svedese dellaquale è stata direttrice per sette anni e per la quale ha lavorato come regista e come attrice. La Compagnia è andata in tournée anche a Bologna e Ferrara.
     Per alcuni anni ha insegnato storia del teatro e dello spettacolo in varie università italiane, tra cui Napoli. Ha inoltre insegnato regia e linguaggio del corpo all'Università di Berkeley.
     Ha scritto sul teatro italiano ed europeo del '700, '800 e '900 e ha pubblicato in Italia le memorie di Erland Josephson, attore prediletto di Bergman (molti lo ricordano come protagonista in Scene da un matrimonio); il grande interprete è stato suo maestro di recitazione in Svezia.Vanda Monaco Westerståhl recita in italiano e in svedese. Tra le sue più recenti interpretazioni ricordiamo: la parte di Strindberg nella drammatizzazione di L'autodifesa di un folle (Stoccolma); il personaggio di Andrea in Utanför Paradiset (Fuori dal Paradiso) recitato contemporaneamente in italiano e in svedese (Stoccolma e Bologna); Luigi in Colore di carne, copione della stessa attrice, pubblicato da Guida, andato in scena per la regia di Laura Angiulli (Napoli); Zelinda in Casa d'altri di Silvio d'Arzo, regia di Renato Carpentieri, progetto Museum (Napoli); Dentro e fuori il Museo, estremo punto di approdo del suo percorso di teatralizzazione della poesia, Museo Archeologico e Conservatorio di Musica di Napoli (Napoli).


Dario Candela

Ha cominciato a scrivere musica per teatro in Francia per lo spettacolo Winter Afternoons, tratto dal romanzo di Marguerite Duras Emily L. (che ha ricevuto nel 2002 un premio alla creazione dal Ministero della cultura francese) e per La Légende des siècles di Victor Hugo, rappresentata nel 2002 al Théâtre de la Comédie Française e trasmessa in diretta su Radio France. Le sue musiche sono state pubblicate dalle Éditions Armiane (Versailles).
     Nato a Napoli, la sua carriera comincia come concertista dopo essersi diplomato ventenne con il massimo dei voti in pianoforte (1991) al Conservatorio San Pietro a Majella, in Musica corale e Direzione di coro (1994) e in Composizione (1996). Si è laureato in lettere, all'Università Federico II di Napoli, con una tesi in Storia della musica.
     Primo Premio all'unanimità al Conservatorio Superiore A. Cortot di Parigi, si è prefezionato all'École Internationale de piano di Losanna e presso l'École Normale di Parigi, quindi è stato a lungo allievo di Aldo Ciccolini.
     Ha inciso in prima mondiale per la Phoenix Classic musiche di Alessandro Longo che ha suonato in diretta per Radio RAI 3. Ha suonato da solista per numerose associazioni concertistiche in diverse città italiane e straniere.

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