Archivio Storico:- ex Dipartimento di Musica e Spettacolo - Universita' di Bologna La Soffitta 2002 TEATRO - Scritture per attori
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teatro
22 gennaio – 23 marzo
13 febbraio - 2 marzo
Compagnia Lombardi - Tiezzi
SCRITTURE PER ATTORI
Un percorso attraverso la drammaturgia contemporanea dai Magazzini a oggi
 
Due lai - Erodiąs, Mater strangosciąs
video-spettacolo
di Giovanni Testori
con Sandro Lombardi
regia di Federico Tiezzi
presentazione di Sergio Colomba
un video realizzato da Studio Azzurro - Milano
Palazzo Marescotti, 13 febbraio - ore 16
 
L’apparenza inganna
di Thomas Bernhard
con Sandro Lombardi e Massimo Verdastro
regia di Federico Tiezzi
Teatro San Martino, 13/14 febbraio - ore 21
 
Incontro con Sandro Lombardi
condotto da Gerardo Guccini
con ascolto di brani tratti dalle registrazioni radiofoniche
degli spettacoli
Edipus, Cleopatrąs e Due lai di Giovanni Testori,
pubblicati da ERI - RAI/Radio 3
Palazzo Marescotti, 14 febbraio - ore 11
 
in collaborazione con Nuova Scena - Teatro Stabile di Bologna
L’Ambleto
di Giovanni Testori
uno spettacolo di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi
con Iaia Forte e Sandro Lombardi
Arena del Sole - Sala Grande, 1/2 marzo - ore 21

 

13 febbraio - 2 marzo 2002
Compagnia Lombardi - Tiezzi
SCRITTURE PER ATTORI
Un percorso attraverso la drammaturgia contemporanea
dai Magazzini ad oggi

Fin dagli anni Ottanta, i Magazzini hanno intrapreso, eludendo l’autoreferenzialitą delle sperimentazioni sui linguaggi, il recupero dei grandi autori. Percorso che li ha portati ad assimilare e a rivivere le parole di Beckett, Müller, Dante (rivisto dai poeti contemporanei: Sanguineti, Luzi, Giudici) e, con significativa continuitą, di Testori, del quale, proprio le straordinarie interpretazioni di Sandro Lombardi, hanno mostrato l’attualitą permanente di classico moderno. L’incontro con Testori, che segna tanto la storia dei Magazzini che la vita postuma dell’autore, non avviene sul campo del riconoscimento letterario e poetico, ma si stringe fino al rispecchiamento partendo dal fatto, che questi distanti interlocutori inventano e trovano parole cercando, come s’intitola un saggio testoriano del 1968, nel "ventre del teatro".

I Magazzini, di fatto, non hanno mai rifiutato la parola, ma l’hanno sospesa, lasciando che a lato del loro teatro fermentasse la lezione dei ‘maestri impossibili’, i grandi autori e poeti, che sono riemersi con la vivacitą d’un ricordo personale, quando lo sperimentarsi e il mettersi completamente alla prova, ha concretato intorno a Tiezzi e Lombardi la prepotente vitalitą di quel "ventre teatrale", dove il testo attende che qualcuno lo raccolga, e lo raccolga proprio in quel luogo. Chiunque č capace di leggere un dramma di Testori o di Berhard, ma, nel "ventre del teatro", č tutt’altra cosa…

Le traiettorie creative di Testori e dei Magazzini hanno incontrato uno stesso gruppo di testi, ma in tempi sfalsati. Testori scrive L’Ambleto nel 1972, trovando in Franco Parenti un interprete meravigliosamente organico al suo linguaggio, che - come scrive Lombardi - reinventava in chiave barocca il "il mondo tragico, grottesco e disperato di un’accolita di guitti plebei". La collaborazione prosegue con il Mecbetto (1974) e l’Edipus (1977), il terzo testo della trilogia, dove, di tutta la compagnia dei guitti č rimasto solo il capocomico, "č scritto -stando alle indicazioni dell’autore - in versi, in un italiano un po’ da palinsesto, un po’ pił indietro e insieme un po’ pił avanti del linguaggio quotidiano".

Infine, Testori compone i Tre Lai (Cleopatrąs, Erodias, Mater Srangoscias) affrontati nell’anno 1992, l’ultimo della sua vita. Nella sua stanza di ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano, l’autore si congeda valutando i poteri della parola, magmatica, sonora, greve di umanitą e di attori, eppure dotata di una forma cosģ riducibile e stabile da poter essere tutto ciņ e poesia, anche appena sussurrata. Testori pensa come interprete ad Adriana Asti.

I Magazzini, ripercorrendo questo tratto di repertorio, incominciano da Edipus (1994), e cioč dalla solitudine del capocomico, che celebra la morte di un teatro facendolo rinascere, si spingono poi fino all’affabulazione estrema dei Tre lai, affrontati in due distinti momenti: Cleopatrąs (1996), Erodias e Mater Strangoscias (1998), e chiudono il cerchio con il ritorno all’Ambleto (2001), che rappresenta l’approdo di Tiezzi e Lombardi al lavoro in cui venne forgiata una delle lingue pił teatrali che esistano.

Anche Bernhard č una delle forze che ha fatto riemergere la parola nel percorso dei Magazzini. Tiezzi desiderava mettere in scena un suo testo fin dagli ultimi anni Ottanta. E gią in Ritratto dell’attore da giovane (1985) figuravano, in una fantasmagoria di riferimenti, da Tessa e Pasolini alla mitologia privata del Marocco, omaggi all’autore di Minetti, il testo dedicato al grande attore Bernhard Minetti. La realizzazione dell’Apparenza inganna (2000) corrisponde dunque ad immaginario coltivato nel tempo, e riporta i Magazzini negli spazi fuori dal teatro, abbandonati gią alla fine degli anni Settanta, con l’eccezione del Genet a Tangeri di Santarcangelo, recitato, come si sa, in un macello comunale. L’Apparenza inganna, infatti, č ambientato in appartamenti veri, distinti l’uno dall’altro, fra cui gli spettatori si debbono spostare. E anche se la replica di Bologna si svolgerą negli spazi del Teatro San Martino, č bene tenere presenti queste destinazioni originarie, che, attraversate dalle parole dell’attore, rinascono teatro.

Gerardo Guccini

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