Archivio Storico:- ex Dipartimento di Musica e Spettacolo - Universita' di Bologna LA SOFFITTA - DANZA APPUNTAMENTI

la soffitta
Centro di promozione teatrale


STAGIONE 1999
programmi di danza

APPUNTAMENTI

 

O Teatro Antropomagico

presenta

JOGOS ARCAICOS DE D. (E) O.

Coreodrammaturgia: Grupo Interdisciplinar em Teatro e Dança
Instituto de Artes - Università Statale di Campinas - Brasile
G.I.T.D. - N.I.C.S.
 
Installazione:
Musica arcaica brasiliana
Primo gioco
Decomposizione - Musica: Estrias IV
Secondo gioco
Composizione Musica: TrÌptico
Terzo gioco
Ricomposizione Musica: Mutações
 
Ideazione teatrale e direzione: Joana Lopes
Basata sull'Otello di William Shakespeare
 
Composizione e direzione musicale: Raul do Valle
Estrias IV - Violoncello - Marcio Malard
TrÌptico - Piano - Fernando Lopes
Mutações - Alto - Gualberto Estades
 
Fotografie e video: Roberto D'Angelo
Giocatori
Luiz Andrade
Theda Cabrera
Andrezza Moretti
Personaggi
Othelo
Desdemona
Aléa
 

Jogos arcaicos de Desdemona e Othelo è il risultato di una ricerca in Coreodrammaturgia (drammaturgia del movimento) del Grupo Interdisciplinar em Teatro e Dança dell'Università brasiliana di Campinas UNICAMP, coordinato dalla prof.ssa Joana Lopes.

Utilizza un'estetica fondata sui giochi arcaici, cioè giochi le cui regole sono universalmente conosciute, dove il gioco è l'oggetto intermediario della metafora poetica. Nel leggere e rileggere il dramma di William Shakespeare, Otello, l'"attuante" mette in relazione il contenuto dei dialoghi e le situazioni della trama con i giochi arcaici, attraverso un processo analogico. Questi giochi offrono all'attore-danzatore le strutture particolari del conflitto, una "coreutica" alla quale egli deve obbedire.

Per intensificare la qualità del movimento dell'attore-danzatore, si ricorre al sistema della Coreologia labaniana. In questo modo, l'attore-danzatore acquisisce la strumentazione necessaria affinché la parola - che non è verbalizzata, ma espressa attraverso l'intero corpo - possa condurre lo spettatore a comprendere la narrazione di Otello in una maniera metaforica, divenendo così egli stesso responsabile della codificazione del simbolo artistico.

 


NOTA-ANNA

una proposta di dialogo tra nuove tecnologie e movimento umano

 

Viene presentato per la prima volta in Italia dalla sua creatrice con una dimostrazione teorico-pratica, Nota-Anna, un sistema di notazione elettronica del movimento umano basato sul metodo Laban. Danzatori, studiosi e studenti avranno l'opportunità di comprendere - mentalmente, fisicamente ed emozionalmente - una possibile interazione tra nuove tecnologie e movimento "naturale" del corpo.

Condotta dalla danzatrice/coreografa brasiliana Analivia Cordeiro, la dimostrazione si avvale della colonna musicale composta da Rodolpho Grani Jr. e del supporto tecnologico dell'ingegnere Nilton Guedes.


PRESENTAZIONE LIBRI

con la partecipazione di: V. Preston-Dunlop, V. Sieni, M. De Marinis

Rudolf Laban

L'arte del movimento

Ephemeria, Macerata 1999

Il volume è la traduzione italiana di The Mastery of Movement (on the Stage) [1950], il testo inglese in cui Laban espose i più completi risultati della sua indagine teorica e della sua sperimentazione sul movimento umano e sui modi per padroneggiarlo sulla scena e nella vita. Questa prima edizione italiana assoluta di un testo labaniano, tradotto da Silvia Salvagno e curato da lei stessa con Eugenia Casini Ropa, nasce dalla collaborazione del Dipartimento di Musica e Spettacolo con la casa editrice Ephemeria, che lo ha inserito nella sua collana di studi sulla danza - programmaticamente dedicata a Laban - "I libri dell'icosaedro".

Spazio, tempo, peso, flusso, energia, sforzo sono gli elementi che entrano in gioco nel movimento umano e che vengono analizzati e sottoposti a riprova sperimentale. Ma il movimento dell'uomo non è solo destrezza fisica: è intimamente e indissolubilmente correlato a impulsi e motivazioni interiori, conscie o inconscie, che lo determinano e ne sono determinate, e che gli conferiscono una potente espressività. Dominare questo processo deve essere la sfida dell'artista di teatro -attore, mimo, danzatore- per il quale l'espressione nel movimento è un compito primario e forse il maggiore. Lo scopo ultimo di Laban è quello di promuovere l'esistenza, accanto al nostro abituale pensiero-in-parole, di un nuovo pensiero-in-movimento, in cui corpo e mente uniti traducano le impressioni esterne ed interiori del mondo in azione motoria.

Essenziale per gli artisti di teatro, ricco di esercizi pratici oltre che di teoria, il libro è altrettanto importante nell'educazione, nella terapia e per migliorare la qualità funzionale ed espressiva del movimento nella vita di lavoro e di relazione di ciascuno.

 

Valerie Preston-Dunlop

Rudolf Laban . An Extraordinary Life

Dance Books, London 1998

Scritto da una delle sue ultime allieve dirette e custode del suo lascito metodologico, il volume è il primo testo completo sulla vicenda biografica, personale e artistica, dell'ungherese Rudolf Laban (1879-1958). Uomo di enorme carisma e magnetismo personale, Laban era complesso, fieramente anticonvenzionale e profondamente impegnato. La storia del suo idealismo, della sua determinazione e delle sue disillusioni si dipana attraverso luoghi e vicende che caratterizzano la prima metà del Novecento: Parigi, Vienna, Monaco, Zurigo, Berlino, Londra, le due guerre mondiali, la grande stagione delle avanguardie storiche, la vitalità artistica e sociale della repubblica di Weimar, l'avvento del nazismo e delle sue liturgie di massa, la cultura inglese del secondo dopoguerra.

Benché avesse iniziato la sua carriera artistica come pittore e disegnatore, è nello studio del movimento e della danza che Laban raggiunse il suo più alto impegno. Danzatore, coreografo e insegnante, ebbe sempre una visione multiforme del movimento: come arte teatrale, come celebrazione comunitaria, come scoperta di se stessi. Attraverso la sua ricerca sul movimento scoprì ed investigò l'interrelazione tra corpo e psiche, tra individuo e gruppo, e giunse poi ad elaborare un metodo rivoluzionario di notazione del movimento (Labanotation) ancora oggi ampiamente usato. Le sue idee hanno generato innovazioni non solo nella danza, ma anche nella recitazione e nella messa in scena, negli studi sulla comunicazione non verbale, in ergonomica, nella teoria educativa e formativa, nello studio della personalità e in psicoterapia.


Introduzione alla Cinetografia Laban (Labanotation)

 

Conferenza/lezione che intende introdurre i partecipanti alle nozioni di base della notazione del movimento ideata da Rudolf Laban e sviluppata da lui stesso con i suoi allievi e collaboratori.

La Cinetografia (Kinetographie) di Laban, ormai nota e usata ovunque col nome Labanotation, è un metodo di scrittura del movimento pressoché universale, nato per la danza ma utilizzabile per ogni tipo di movimento umano. Con simboli geometrico-astratti su di un rigo somigliante a quello musicale ma disposto verticalmente, permette di annotare passi, gesti e movimenti di ogni singola parte del corpo unendoli in una visione complessiva. La Cinetografia permette così di realizzare il sogno di fissare e rendere riproducibile il movimento danzato, labile ed effimero per sua natura, evitando la perdita di opere d'arte coreutiche o di antichi balli popolari in via di estinzione e favorendo l'analisi e lo studio del movimento nelle scienze motorie, nell'educazione, nella terapia psicofisica ecc.


The Cholmondeleys, The Featherstonehaughs and

The Victims of Death in Smithereens

 

Coreografia Lea Anderson
The Cholmondeleys Teresa Barker
  Anna Pons Carrera
  Maho Ihara
  Gabrielle McNaughton
  Ragnhild Olse
The Featherstonehaughs Craig Cooke
  Mathew Dalby
  Rem Lee
  Eddie Nixon
  Luca Silvestrini
The Victims of Death Steve Blake
  Dean Brodrick
Musica Steve Blake
Costumi Sandy Powell
Creazione luci Simon Corder
Direzione prove Teresa Barker
Assistente ai costumi Emma Fryer
Direzione tecnica Neil Gavin
Assistenza tecnica Charlotte Geaves
Direzione generale Sue Wyatt
Amministrazione Jane Corry
Ufficio stampa e PR Sophie Cohen, Arts Publicity
Fotografia Eddie Monsoon
Commissionato da Swindon Dance
Si ringrazia TACK Training

The Cholmondeleys ricevono il supporto economico dell'Art Council inglese e della National Lottery.

Si ringrazia il British Council per il supporto ai viaggi.

La multipremiata regista/coreografa Lea Anderson mette insieme le sue due compagnie di danza - quella femminile Cholmondeleys e quella maschile Featherstonehaughs - in un nuovo spettacolo ispirato al cabaret. La costumista Sandy Powell, vincitrice dell’Oscar per Shakespeare in Love, il compositore Steve Blake, le cui musiche sono eseguite dal vivo sulla scena, e il light designer Simon Corder si uniscono al team per creare l’ultimo cabaret del ventesimo secolo.

Il nuovo spettacolo di Lea Anderson dà alla realtà un duro colpo. Il tempo si sposta avanti e indietro, mentre "atti" e "giri" sono tagliati, riattaccati e divisi in quadri per creare un evento teatrale che non è mai totalmente quello che sembra. "Louche" e tuttavia determinato, grottesco e tuttavia attraente, sexy e tuttavia repellente, Anderson e la sua compagnia servono un seducente cocktail visivo ispirato alle sorprendenti immagini e disegni dei cabaret della Repubblica di Weimar della Berlino degli anni Venti e dei movimenti del Bauhaus e del Dada.

Lo spettacolo riunisce dopo più di sette anni le Cholmondeleys e i Featherstonehaughs in un’apparizione al chiuso. "Una delle storie di successo della Nuova Danza Britannica" (Financial Times), le Cholmondeleys e i Featherstonehaughs sono caratterizzati da un’inesauribile mescolanza di umorismo, energia ed inventiva. Dopo quindici produzioni e un sacco di premi, lo straordinario stile e la formidabile visione individuale della compagnia rimangono forti come sempre.

Lo spettacolo è in collaborazione con I TEATRI DI VITA


 

Convegno Internazionale

"Rudolf Laban: gli spazi della danza"

 

Massimo ricercatore e teorico novecentesco nel campo dell'analisi del movimento umano e creatore del più duttile sistema di trascrizione finora elaborato (Cinetografia o Labanotation), l'ungherese Rudolf Laban (1879-1958) è stato il padre fondatore della danza "libera" centroeuropea, poi evolutasi nella danza moderna ed espressionista tedesca. Il suo multiforme impegno sperimentale, profuso nella prima metà del secolo tra Germania e Gran Bretagna, si è addentrato in ambiti diversi di applicazione artistica, pedagogica e sociale del movimento, sempre inteso in senso profondamente antropologico. Danzatore, maestro e coreografo, elaboratore di una vera scienza del corpo nello spazio, creatore di nuove forme di coreutica popolare e celebrativa, iniziatore storico della "educational dance" per bambini e adolescenti, studioso del ritmo applicato allo sforzo del lavoro manuale, promotore editoriale e autore di numerosi testi fondamentali, Laban è assai noto e celebrato in molti paesi tra Europa ed Americhe, dove fioriscono centri di studio a lui dedicati, ma ancora oggi è assai poco frequentato in Italia.

Il convegno a lui dedicato, che vede la partecipazione dei maggiori esperti mondiali insieme a giovani studiosi, si propone di contribuire a colmare una grave lacuna nell'informazione e nella riflessione storico-critica italiana, attraverso un approccio generale, necessariamente sintetico ma altamente qualificato, alla sua opera storica e alla sua eredità contemporanea.

 

Programma degli interventi

Venerdì 3 dicembre

ore 9,30

Lamberto Trezzini, Direttore Centro La Soffitta
Saluto ai convegnisti
Eugenia Casini Ropa, Università di Bologna
Apertura. Gli spazi labaniani della danza
Valerie Preston Dunlop, Laban Centre, Londra
Rudolf Laban: una vita extra-ordinaria
Evelyn Dörr, Storica della danza, Germania
Laban fondatore del "Teatro Coreografico".
Susanne Franco, Università di Roma La Sapienza
Cori di movimento e coreografie di massa: un’analisi socio-culturale
Marion North, Laban Centre, Londra
Educazione nella e alla danza

ore 15

Muriel Topaz, Dance Notation Bureau, New York
Notazione: un grande lascito di Laban al mondo della danza
Vera Maletic, Ohio State University
L'eredità di Rudolf Laban ai coreografi
Rosa Maria Govoni, Art Therapy Italiana
Le applicazioni nella Danza Movimento Terapia della analisi del movimento Laban
Milton De Andrade, Università di Bologna
L'eucinetica di Laban e il mimo corporeo di Decroux nella composizione dell'azione sulla scena
Donatella Bertozzi, Storica della danza, Roma
Laban in Italia: l'esperienza viva di Aurel M. Milloss

 

sabato 4 dicembre

ore 9,30

Maria Mommensohn, Coreografa, San Paolo, Brasile
Caos sociale, armonia individuale
 
Analivia Cordeiro, Coreografa e ricercatrice, San Paolo, Brasile
Nota-Anna: una notazione elettronica del movimento umano basata sul metodo Laban
 
Joana Lopes, Università di Campinas, Brasile
Sulla "coreodrammaturgia"
 
Lea Anderson, Coreografa, Londra
Testimonianza di un'autrice di danza
 
Comunicazioni

 


Elementaridades

Rappresentazione labaniana della struttura della materia nell’universo.

Joana Lopes
Istituto di Belle Arti, Dipartimento di Danza, Gruppo Interdisciplinare di Teatro e Danza
 
Raul do Valle
Istituto di Belle Arti, Dipartimento di Musica
 
Jonatas Manzolli
Nucleo Interdisciplinare di Studi sulla Comunicazione Sonora
 
Adolfo Maia Jr
Istituto di Matematica, Dipartimento di Matematica Applicata
 
GITD/NICS/IMECC
Università di Campinas (UNICAMP) - Brasile

 

Elementaridades è una pièce interdisciplinare basata sulla teoria del movimento espressivo di Rudolf Laban. Il lavoro rappresenta, attraverso la danza e la musica, le particelle elementari che costituiscono la materia dell’universo. La coreografia è stata creata dal Gruppo Interdisciplinare di Teatro e Danza (GITD) e la musica è stata composta utilizzando software algoritmici elaborati presso il Nucleo Interdisciplinare Comunicazione Sonora (NICS), entrambi dell’Università di Campinas
E’ risaputo che l’incontro tra differenti aree della conoscenza umana stimola i processi creativi, favorendo lo sviluppo di nuovi metodi e ampliando i confini tra le discipline. In questa fine di millennio un esempio sorprendente di ciò è l’incrocio creativo tra arte e scienza, in particolare attraverso l’applicazione di modelli matematici e tecnologici, come dimostrano le esperienze della Computer Music e della Computer Graphic. Ora, come è immaginabile, tale fecondità di incroci sta investendo il mondo della danza e del teatro, dando luogo a nuove modalità creative ed espressive.
Volendo collegare ambiti diversi, è necessario costruire una rappresentazione astratta di ognuno di essi, alla quale applicare un’analisi di tipo teoretico. In questo senso, Elementaridades rappresenta una mappa dei blocchi principali di ogni campo. Il pezzo è diviso in cinque sezioni: Baryons, Leptons, Gyros, Chaos, Cosmogenesis. Le sezioni Baryons e Leptons sintetizzano la moderna visione delle particelle fondamentali che formano la materia visibile dell’universo. La sezione Gyros descrive uno degli aspetti fondamentali del sistema dei quanti e cioè il concetto di movimento rotatorio, secondo il quale ogni particella elementare possiede una velocità angolare intrinseca, una sorta di rotazione elementare, denominata semplicemente movimento rotatorio. Per questa sezione si è preferita la parola greca equivalente a movimento rotatorio, Gyros.
Un altro aspetto importante della materia è l’assenza di pausa nell’universo. A livello microscopico i quanti meccanici mostrano che esiste sempre un movimento residuale della materia dovuto alle cosiddette fluttuazioni vacue. A livello macroscopico l’astronomo E. Hubble fece la fondamentale scoperta che l’universo è in costante espansione e, per complicare maggiormente lo schema, c’è un enigma (a tutt’oggi irrisolto) che riguarda l’apparente distribuzione casuale delle galassie nell’universo. Elementaridades mostra questi aspetti in forma di movimento caotico nella sezione Chaos.
Nella sezione Cosmogenesis, la pièce rappresenta la creazione dell’universo attraverso suoni e gesti. Altri elementi sono presenti in questa sezione, e in particolare il timore psicologico che noi umani abbiamo nei confronti di questo misterioso Universo, la nostra dimora.

per informazioni:

soffitta@muspe.unibo.it

tel: 051/2092016 2092018 2092021
fax: 051/2092017

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