INDIA · musica danza cinema | marzo - maggio 2003 | progetto a cura di Tullia Magrini |
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Nel secondo Novecento, sullo sfondo di un crescente disagio della civiltà occidentale, questa disposizione verso "l’altrove" si radicalizza. Soprattutto nello sperimentalismo americano iniziato da John Cage il richiamo alle filosofie indiana, al buddismo zen e alle teorie e pratiche musicali ad essi connesse penetra profondamente nel linguaggio musicale, ne investe i fondamenti sintattici e la nozione stessa di composizione, sino a presupporre nuove modalità percettive e un diverso rapporto suono/ambiente. Trasposta in un diverso contesto culturale, l’esperienza della musica indiana assume necessariamente caratteri mistici e ideologici che poco hanno a che fare con l’originale, ma in alcune composizioni di Cage, come The Seasons e String Quartet in Four Parts, come pure in certe procedure della minimal music degli anni Settanta e Ottanta mantiene riferimenti più espliciti e diretti. Nelle avanguardie europee del secondo dopoguerra l’immagine dell’Oriente e dell’India si presentano come un’alternativa agli eccessi strutturalistici della sperimentazione degli anni Cinquanta. Alla concezione rigida e "spaziale" delle strutture musicali basate essenzialmente sui rapporti di frequenza fra i suoni si sostituisce una nuova attenzione ai processi temporali in quanto dimensione fondamentale della percezione musicale. In composizioni di Karlheinz Stockhausen come Stimmung , Syrius o Mantra, direttamente ispirate a prassi musicali indiane, il "tempo che passa" diviene il principio formante di tutte le altre componenti sonore (altezza, timbro, dinamica) e, insieme, l’elemento unificante tra l’interiorità percettiva e i grandi cicli che regolano l’Universo. Andrea Lanza Tre conferenze (con ascolti) si svolgeranno con il seguente programma:
Andrea Lanza (Pecetto, Torino, 1947) musicologo. Docente di storiografia musicale nell'Università di Macerata (1987-93), condirettore della rivista "Analisi" della Società Italiana di Analisi musicale, dirige la biblioteca del Conservatorio di Torino. Ha dedicato studi al Novecento storico (Hindemith, G.F. Malipiero, Webern), alle avanguardie contemporanee, alla musica del periodo classico, a problemi metodologici della storia musicale. Ha pubblicato fra l'altro: Il secondo Novecento (in "Storia della musica" a cura della Società Italiana di Musicologia, 1991) e il volume Haydn (Bologna 1996). |
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