Archivio Storico:- ex Dipartimento di Musica e Spettacolo - Universita' di Bologna La Soffitta 2004 - MUSICA - Il canto dei cigni

 LA SOFFITTA 2004

MUSICA
26 novembre 2003 - 14 maggio 2004

CONCERTI


18 febbraio, ore 21 · Aula absidale di Santa Lucia

Il canto dei cigni


Duo Zappa-Mainolfi
violoncello e pianoforte

 
 

C
LAUDE DEBUSSY  (1862-1918)

Sonata in Re minore

Prologue
Sérénade
Finale
  
  
  
LUDWIG VAN BEETHOVEN  (1770-1827)

Sonata in Re maggiore op. 102 n. 2

Allegro con brio
Adagio con molto sentimento d’affetto
Allegro fugato



  
* * *

FRYDERYK CHOPIN  (1810-1849)

Sonata in Sol minore op. 65

Allegro moderato
Scherzo
Largo
Finale: Allegro

 


Sorto nel 1993 nel corso degli studi alla Juilliard School, il duo Zappa-Mainolfi ha debuttato al Lincoln Center di New York, prendendo parte ai Chamber Music Evenings nella Alice Tully Hall (1994). Il duo ha proseguito la propria formazione con artisti di fama, tra cui Harvey Shapiro, Oxana Yablonskaya e Felix Galimir a New York, Thomas Demenga e Gérard Wyss all’Accademia di Basilea, Maria Curcio a Londra e Steven Isserlis, András Schiff e Ferenc Rados ai Seminari di Prussia Cove in Cornovaglia, ai quali i due artisti prendono parte regolarmente dal 1999. Attualmente si perfezionano nell’Accademia "Incontri col Maestro" di Imola sotto la guida del maestro Pier Narciso Masi.
     Oltre che in formazione cameristica, Mattia Zappa e Massimiliano Mainolfi s’esibiscono spesso come solisti. Nel 1996 Mainolfi s’aggiudica il primo premio al concorso Young Concert Artist International e debutta alla Carnegie Recital Hall di New York. Zappa ha suonato come solista accompagnato dall’Orchestra della Svizzera italiana di Lugano, dall’Orchestra d’archi del Festival di Lucerna, dalla Filarmonica da camera di Zurigo e dall’Orchestra sinfonica di Basilea.
     Il duo Zappa-Mainolfi ha tenuto di recente concerti per importanti istituzioni musicali in Germania, Olanda, Danimarca, Svizzera, Francia e Italia. Sono stati invitati ai Festival di Montreux in Svizzera, di Prussia Cove in Cornovaglia, di Lascours in Francia e al Summit Music Festival di New York, nel quale ogni anno insegnano come docenti di musica da camera. Recentemente hanno suonato nella Weill Recital Hall/Carnegie Hall di New York. Il Duo ha registrato diverse volte per la Radio Svizzera (Rete 2, Espace 2 e DRS 2) e per RAI 3.
     Nel 1999 sono risultati vincitori al Concorso internazionale "Gaetano Zinetti" di Sanguinetto (Verona), aggiudicandosi anche il "Premio discografico ducale", che ha permesso ai due giovani musicisti di registrare un CD comprendente composizioni di Busoni, Casella, Malipiero e Luciano Chailly per la Casa discografica ducale. Sempre nel 1999 si sono aggiudicati il primo premio assoluto al Sesto concorso internazionale di musica da camera "Città di Pinerolo". Lo scorso anno hanno ottenuto il secondo premio al 52° concorso internazionale di musica da camera "G. B. Viotti" di Vercelli e nel 2002 il terzo premio al concorso "Vittorio Gui" di Firenze. Tra i prossimi impegni, da segnalare il debutto in diretta radiofonica nazionale alla Filarmonica di Berlino.

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Il canto dei cigni

Le tre sonate in programma sono, in diversa misura, opere "tarde": sono state composte negli ultimi anni di vita dei rispettivi autori. Scritte nel 1815, le due Sonate op. 102 di Beethoven vengono pubblicate due anni dopo, così come la Sonata op. 65 di Chopin che, cominciata nel 1845, viene pubblicata nell’ottobre 1847. Scritta per Joseph Linke, violoncellista del quartetto Schuppanzigh (per il quale Beethoven concepisce la maggior parte dei propri quartetti d’archi), l’op. 102 n. 2 è l’ultima delle cinque sonate per violoncello e pianoforte di Beethoven e si colloca nel pieno d’un periodo di crisi creativa, dovuto anche a motivazioni di carattere personale: la sordità ormai quasi totale, la lunga e dolorosa contesa famigliare, finita in tribunale, per l’affidamento della tutela del nipote. Sono anche gli anni in cui nasce il cosiddetto "terzo stile" beethoveniano: le Sonate op. 102 si possono includere tra le sue prime manifestazioni. Tipico delle composizioni tarde di Beethoven è l’introduzione nel genere della sonata dello stile contrappuntistico, se non proprio di vere e proprie fughe, di solito nell’ultimo movimento: proprio come nella Sonata op. 102 n. 2, che si conclude con un Allegro fugato. Degno di nota è il movimento lento, Adagio con molto sentimento d’affetto, che è l’unico delle cinque sonate per violoncello e pianoforte di Beethoven ad essere in sé compiuto e indipendente, anziché una breve transizione che confluisce nell’ultimo tempo.
     Anche Chopin, nelle musiche degli ultimi anni, impiega con assiduità il contrappunto. Nella Sonata op. 65 l’equilibrio tra i due strumenti è notevole, anche se la parte pianistica ? la cosa non meraviglia, date le attitudini dell’autore ? è più densa di quella violoncellistica. L’op. 65 è l’ultima composizione della quale l’autore cura la pubblicazione, ed è dedicata ad Auguste Franchomme, illustre violoncellista francese e grande amico di Chopin.
     Claude Debussy scrive la Sonata per violoncello e pianoforte di getto, nell’estate del 1915, dopo un periodo di forte depressione nervosa causato dallo scoppio della guerra e dalla grave malattia che lo porterà alla morte in pochi anni. Per tutta risposta agli eventi bellici, il musicista francese coglie l’occasione per ritirarsi e dedicarsi ad un progetto di "musica pura", deliberatamente in contrasto con il dilagante wagnerismo e con il ponderoso gusto tardo-romantico. Nelle intenzioni, comincia a comporre un ciclo di "sei sonate per diversi strumenti", rimasto incompiuto. Solo tre sonate infatti sono portate a conclusione: in ordine cronologico, per violoncello e pianoforte, per flauto viola e arpa, e per violino e pianoforte. Le sonate s’ispirano alla musica dei grandi compositori francesi del secolo XVIII, come Couperin e Rameau, in un nostalgico recupero della tradizione pre-classica: lo testimonia anche la scelta dei titoli dei tre tempi. Nella Sonata per violoncello e pianoforte, già dalle prime note del pianoforte s’avverte un’aura modale e arcaica. Tuttavia la sonata – un mirabile esempio delle verve e dell’ironia debussiane – non è da considerarsi una semplice riesumazione di stili e tecniche del passato, quanto un’opera straordinariamente moderna e audace negli esiti.

Claudia Picone e Giacomo Serra
studenti
DAMS

coordinamento e redazione: Saverio Lamacchia

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