Archivio Storico:- ex Dipartimento di Musica e Spettacolo - Universita' di Bologna LA SOFFITTA - Centro di Promozione Teatrale

la soffitta
Centro di promozione teatrale

STAGIONE 2001 - le linee della scena
musica

 

L’ICONOGRAFIA MUSICALE: MITO E STORIA

 

Sabato 10 marzo, ore 9.30-13 e 15-19

Palazzo Marescotti

Via Barberia, 4 – Bologna

 

Il Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna – Centro di Promozione teatrale La Soffitta, in collaborazione con l’Associazione culturale "Il Saggiatore musicale", organizza una Giornata di studio dedicata all’iconografia musicale, ossia alla disciplina che interroga le testimonianze figurative dell’arte musicale. Al convegno partecipano studiosi di livello internazionale quali Tilman Seebass (docente di Iconografia musicale nell’Università di Innsbruck, direttore della rivista Imago Musicae e presidente dello Study Group on Musical Iconography dell’International Council for Traditional Music), Philippe Junod (storico dell’arte, Università di Losanna), Paolo Fabbri (semiologo, Università di Bologna), Giovanni Azzaroni (storico del teatro, Università di Bologna), Donatella Restani (musicologa, Università di Bologna, sede di Ravenna), Febo Guizzi (etnomusicologo, Università di Torino), Nicoletta Guidobaldi (docente di Iconografia musicale, Università di Tours), Alexandra Goulaki Voutira (docente di Iconografia musicale, Università di Salonicco). Coordina gli interventi Nico Staiti (etnomusicologo, docente di Storia degli strumenti musicali, Università di Bologna).

mito e storia sono i due temi che verranno affrontati nel corso del convegno, secondo un approccio interdisciplinare che la stessa complessità della disciplina iconografico-musicale impone. Occorre riflettere sulle contiguità e sulle differenze di concezione e di metodo che in questo campo specifico intercorrono tra la Storia dell’arte e la Musicologia. Nel tempo, le due discipline "consorelle" hanno condiviso canoni di giudizio estetico, hanno adottato le stesse periodizzazioni storiche, hanno fatto ricorso ad una medesima terminologia in ambito critico; e anche oggi, uscendo da un certo particolarismo, potrebbero ricavare nuovi stimoli dalla semplice constatazione che l’arte pittorica può "visualizzare" la musica e la musica, a sua volta, è in grado di "sonorizzare" le immagini. Un ritratto di Heinrich Posthumus conte di Reuss, il suo sarcofago istoriato e decorato, e le Musicalische Exequien composte da Heinrich Schütz per il suo funerale (1636) costituiscono tre fonti che, per la loro qualità referenziale, vanno viste in un rapporto di complementarità, e che chiedono di essere analizzate nella loro globalità secondo una prospettiva di tipo "antropologico".

Il tempo mitico e il tempo storico, si legge nelle relazioni preliminari, sono i due orizzonti temporali che entrano in gioco in molte raffigurazioni che comportano immagini musicali, siano esse colte o popolari, antiche o moderne. La presenza della musica – dell’udibile musica degli uomini – nelle immagini della Natività, oppure nei cartelloni dei cantastorie piuttosto che nelle tavole del gioco dell’oca o negli almanacchi, crea immediati rimandi allo scorrere lineare del tempo storico. La raffigurazione della musica suonata dai pastori ci fa uscire dal tempo circolare della rappresentazione mitica proprio perché di regola gli strumenti dei pastori sono, in ogni tempo e in ogni luogo, quelli dell’epoca e dell’area in cui l’immagine è prodotta e fruita. Il tempo della storia torna a scorrere, e ai nostri occhi prende corpo una realtà musicale dotata di specificità e autonomia.

La partecipazione alla Giornata di studio è libera e gratuita.


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