Archivio Storico:- ex Dipartimento di Musica e Spettacolo - Universita' di Bologna Guy Debord: il suo cinema, il cinema del suo tempo

 

Salone Marescotti | 27 e 28 aprile 2011

Guy Debord
il suo cinema, il cinema del suo tempo

due conferenze di Hervé Joubert-Laurencin

a cura di Monica Dall'Asta

Mercoledì 27 aprile, ore 15-18
La rabbia: Debord/Pasolini/Sade

Giovedì 28 aprile, ore 11-14
Intelligenza del montaggio: Debord/Bazin






Meglio noto come teorico e animatore del movimento situazionista, Guy Debord realizzò tra l’altro alcuni film di folgorante originalità, che rimangono i migliori esempi della sua concezione del détournement come pratica di sovvertimento del senso. Basato sul prelievo e sul riuso di elementi rubati al discorso culturale dominante (lacerti di film, opere letterarie. annunci pubblicitari, fumetti, propaganda politica), il détournement inaugura una nuova pratica del montaggio volta a produrre una critica radicale di ciò che Debord chiamava lo Spettacolo, identificato con lo stadio estremo del processo di accumulazione capitalistica.

Mettendo a frutto i suoi importanti studi su André Bazin e Pier Paolo Pasolini, il Professor Hervé Joubert-Laurencin dell’Université de Picardie proporrà un’originale lettura della pratica debordiana del montaggio, sviluppando per la prima volta un confronto con due delle esperienze teoriche e realizzative più significative nel panorama della cultura cinematografica coeva.

Punto di partenza del primo intervento sarà l’analisi di La rabbia di Pasolini (1963), sofferto atto d’accusa nei confronti della società contemporanea interamente realizzato, come i film di Debord, a partire da materiale di repertorio. Le numerose affinità e le non meno numerose differenze tra le poetiche dei due autori saranno analizzate tenendo conto dell’esplicito richiamo a Sade che percorre le opere di entrambi (da Hurlements en faveur de Sade di Debord, 1951, a Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pasolini, 1975).

La seconda conferenza sarà dedicata al confronto tra la teorica del montaggio di André Bazin e la sua decostruzione nei film di  Debord. Padre spirituale della Nouvelle Vague, Bazin è noto soprattutto per la sua critica del montaggio e per la sua battaglia in favore di uno stile cinematografico basato sull’uso del piano-sequenza. Coetaneo dei registi della Nouvelle Vague, Debord denuncia esplicitamente il piano-sequenza come credenza illusoria nella possibilità di una restituzione fedele della realtà e dichiara programmaticamente la sua volontà di fare uso di “un montaggio assolutamente proibito”.

Professore associato presso l’Université de Picardie (Amiens), Hervé Joubert-Laurencin è uno specialista di André Bazin e di Pier Paolo Pasolini. Di recente, in collaborazione con Dudley Andrew (Yale University), ha contribuito alla riscoperta di migliaia di articoli inediti di Bazin, promuovendo una serie di convegni e la pubblicazione di un grosso volume collettaneo: Opening Bazin.Postwar Film Theory and Its Afterlife (Oxford University Press, 2011). Ha curato l’edizione francese degli scritti di Pasolini sul cinema e sulla pittura (Ecrits du cinéma, Presses Universitaires de Lyon, 1987; Écrits sur la peinture, Carré, 1997). Tra le altre sue pubblicazioni ricordiamo:  Pasolini, portrait du poète en cinéaste (Cahiers du cinéma, 1995); La Lettre volante. Quatre Essais sur le cinema d’animation (L’Oeuil vivant, 1997); Le Dernier Poète expressionniste: Ecrits sur Pasolini (Les Solitaires Intempestifs, 2005)




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